Ciampi chiude il caso Cina: «Polemica effimera»

«La Grosse Koalition? Va bene in Germania ma non ci sono modelli virtuosi in sé»

Massimiliano Scafi

da Roma

Lasciamo perdere la Cina: le polemiche con Pechino sui bambini bolliti, dice Carlo Azeglio Ciampi, sono «transeunti», sono piccole nubi passeggere legate all’effervescenza della campagna elettorale. Il problema vero è un altro, la concorrenza, e andrebbe affrontato «facendo sistema con gli altri Paesi europei». E lasciamo perdere pure la Germania. Lo stile tedesco? La Grosse Koalition? «Non ci sono modelli virtuosi prestabiliti che vanno bene di per sé - risponde il capo dello Stato -. Sono virtuosi per come li riempi. Tutto dipende dalle circostanze politiche e dagli attori». E siccome in Italia gli attori litigano e le circostanze dividono, dopo i ripetuti inviti ad abbassare i toni il presidente non può che constatare che, almeno per il momento e alla luce delle dichiarazioni dei protagonisti, l’ipotesi di un governissimo appare impraticabile. Tanto più agli occhi di un bipolarista convinto come lui. Però, mai dire mai.
Ciampi è a Berlino, per l’ultima visita all’estero del settennato, e vorrebbe evitare di affrontare temi politici a dieci giorni dal voto. Ma poi incontra Angela Merkel, diventata a dicembre cancelliere di un governo di unità nazionale dopo una campagna elettorale dura e dopo il pareggio sancito dalle urne: difficile evitare un veloce raffronto. L’alleanza tra Cdu-Csu e Spd, nonostante lo scetticismo iniziale, regge. «Sono convinto - spiega - che la Grosse Koalition avrà la capacità di portare avanti il processo di rilancio della crescita tedesca che negli ultimi anni ha avuto un rallentamento. E questo mi auguro che avvenga per tutta l’Europa». E in Italia? L’esempio è importabile? Dipende da «attori e circostanze», ripete il capo dello Stato. Il duo Berlusconi-Prodi non somiglia a quello Merkel-Schröder. Comunque serve olio di gomito: «Negli ultimi dieci anni, nell’ambito Ocse l'Europa è cresciuta meno dei Paesi di oltre Atlantico. E all’interno dell’Europa alcuni Paesi sono cresciuti meno di altri. Purtroppo, tra questi ci sono Germania e Italia. Speriamo che riprendano a crescere».
Quanto alla Cina, «lasciamo perdere le polemiche transeunti» perché l’orizzonte non sono le prossime politiche ma il ruolo dell’Italia nel mercato globale. Ciampi in Cina e in India c’è andato in visita di Stato, accompagnato da decine di imprenditori: «Andavamo a presentare un grande progetto come Italia», racconta. Ieri ha ascoltato il presidente tedesco Horts Koehler, che ha proposto di organizzare a Shangai il prossimo Consiglio europeo, per dare segnale di coesione in Estremo Oriente. «È una buona idea, con grande significato - commenta -. L’Europa che si presenta insieme conta sempre di più della somma dei singoli Paesi».
E dopo le bocciature della Costituzione, basta con l’unanimità. «Le avanguardie - spiega Ciampi - sono la punta avanzata che facilita l’avanzamento a quelli che seguono». Italia e Germania, secondo Ciampi, possono fare da apripista.