Ciampino si «sgonfia»: 38 voli low-cost dirottati a Fiumicino

Diminuiranno presto di circa il 30 per cento i voli low cost all’aeroporto di Ciampino. Tra qualche giorno un’ordinanza del direttore dello scalo Sergio Legnante renderà effettiva la misura di riduzione da 138 a 100 dei voli commerciali decisa ieri nel corso di un tavolo interistituzionale tra il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, il sindaco di Roma Walter Veltroni e i presidente della Regione Lazio e della Provincia di Roma Piero Marrazzo ed Enrico Gasbarra, i sindaci di Ciampino Walter Perandini e Marino Adriano Palozzi e i vertici dell’Enac. Nel corso della riunione sono stati decisi anche l’anticipo della chiusura al traffico commerciale dello scalo dalle 24 di ora alle 23,30 e il parziale ritocco della rotta di decollo rispetto che dovrebbe mitigare l’impatto ambientale sull’abitato delle frazioni di Marino. Il tutto con decorrenza dal 1° novembre 2007.
I 38 voli quotidiani in meno, che saranno trasferiti su Fiumicino, «taglieranno» di circa un milione i transiti annui al Pastine. Un primo passo verso il decongestionamento del secondo scalo romano, gonfiatosi negli ultimi anni proprio a causa del successo di compagnie come la Ryanair, e una piccola vittoria per gli abitanti di Ciampino, Marino e del X municipio di Roma, infastiditi a tutte le ore dal rumore di decolli e atterraggi e dalle emissioni inquinanti dei velivoli. Il tutto in attesa che, nel giro di qualche anno, il Lazio venga dotato di un terzo scalo commerciale dedicato ai low cost, per ospitare il quale sono attualmente candidate Viterbo e Frosinone. «Nel frattempo - ha spiegato il ministro Bianchi - lavoreremo per ridurre anche i voli di stato e Executive, probabilmente spostandoli all’Urbe che però non è al momento, pronto». Un’incongruenza è però sottolinata da Fabio Desideri, capogruppo regionale della Dc per le Autonomie: «Marrazzo si è seduto al tavolo con il ministro Bianchi - fa notare Desideri - dimenticando che la sua giunta ha approvato il 26 giugno scorso un programma turistico pluriennale che non contempla affatto la riduzione dei voli low cost, anzi ne magnifica le potenzialità prospettando l’aumento del volume di traffico».