Ciampino, il Tar conferma: meno voli per Ryanair

da Milano

Se a Milano c’è un «caso Malpensa», a Roma c’è il «caso Ciampino». Nel primo ci si allarma per la riduzione di voli annunciata da Alitalia, nel secondo i voli vengono cancellati per decisione dell’autorità. Situazioni così contrapposte che, in qualche modo, indicano lo stato di disordine nel quale versa il sistema aeroportuale italiano.
La notizia di ieri è che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della compagnia low cost Ryanair contro la delibera dell’Enac che taglia il traffico di Ciampino da 138 a 100 voli quotidiani. La decisione era stata sollecitata dalle popolazioni locali, infuriate dai sorvoli, ed era stata pianificata in un tavolo amministrativo coordinato dal sindaco di Roma. L’Enac, l’autorità per il trasporto aereo, aveva quantificato la riduzione e formalizzato le decisioni. Ma Ryanair, che a Ciampino ha una delle sue basi più importanti, ha intrapreso la via del ricorso. Ieri lo ha perso.
Tra le motivazioni legate alla riduzione, anche «il rifacimento della pavimentazione della pista di volo» e della via di rullaggio dell’aeroporto. Ma Michael O’Leary, numero uno di Ryanar, contesta che la pista abbia bisogno di lavori: «Abbiamo fatto ogni verifica e tratto una conclusione - ha detto l’altro ieri a Milano -: la pista è solo un pretesto per allontanarci, visto che dopo i cinque mesi di lavori non necessari preventivati non verrebbe ripristinata la situazione anteriore». Secondo le stime della compagnia irlandese il taglio di slot (vale a dire le «finestre» di atterraggio e decollo assegnate agli operatori) le costerebbe 66 voli settimanali su 550, con una perdita di 500mila passeggeri l’anno, 500 posti di lavoro e 125 milioni di euro di spesa da parte dei turisti.
In un comunicato diffuso ieri, dopo la sentenza, Ryanair parla di «limitazioni illegali» alla «disponibilità di tariffe basse nel mercato romano, una mossa che dà ulteriore protezione illegale ad Alitalia e limita la scelta dei consumatori». La compagnia ha annunciato immediato ricorso contro la decisione del Tar.
Dal 2005 - accusa Ryanair - il governo italiano cerca di ridurre la disponibilità di tariffe basse a Roma Ciampino. «Reclami falsi sono stati avanzati dall'Enac proposito del rumore all'aeroporto durante le ore notturne, nonostante il fatto che Ryanair operi con gli aeromobili più giovani e silenziosi dell'aeroporto e non effettui nessun volo notturno. Quando è diventato chiaro - continua Ryanair - che questa scusa non poteva stare in piedi, il governo italiano ha inventato un diverso reclamo, ordinando la chiusura dell’aeroporto per 5 mesi per "lavori essenziali sulla pista", che la capacità sarebbe stata ridotta provvisoriamente del 30% e che al termine dei lavori l'aeroporto sarebbe stato chiuso al traffico commerciale!». Ryanair farà appello alla Commissione europea «affinché acceleri la proprie indagini in merito a questa azione apertamente illegale del governo italiano».