Ciao Pennacchi caro compagno Sciarpabianca

Gianni Sciarpabianca non è più con noi. Gli ho voluto bene da subito, da quando ancora un ragazzino è venuto a Paola a fare esperienza politica, come si diceva allora, alla fine degli anni ’60. Gianni è legato al periodo più bello della mia vita e lo ricordo sempre come allegro, leale, profondo, che inventava le parole d’ordine più pungenti, gli slogan più significativi e chiari per le manifestazioni.
Era già allora un grande giornalista. Ed era l’espressione vivente della giustezza di fondo della lotta che ci vedeva insieme per una società diversa. La freschezza e la profondità dei suoi sentimenti, l’innocenza e la serietà nell’impegno, la sua capacità egemonica le ho impresse nella mente come la costante riconferma che esistono uomini speciali.
A chi lo ha amato voglio inviare questo piccolo ricordo di una grande amicizia, importante perché nel ricordo di essa rivivo magici e drammatici momenti di lotta politica nobilitati solo ed esclusivamente da ideali di giustizia e di libertà che furono per tutti noi il sale della vita.
Ciao, compagno Sciarpabianca, con il profondo rammarico e la grande sofferenza di non averti potuto abbracciare per l’ultima volta.