Ciarrapico: "Fini traditore, ha pronte le kippah?"

Il senatore ai finiani: &quot;Sono dei rinnegati, il premier li ha fatti eleggere. Chi ha tradito una volta tradisce sempre&quot;. Divampano i malumori bipartisan. E lui chiarisce: &quot;Non avevo intenzioni antisemite&quot;. <strong><a href="/video/ciarrapico_attacca_finiani/id=ciarrapico_kippa">Video
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Roma - E' durissimo l'attacco che il senatore Giuseppe Ciarrapico (Pdl) ha sferrato in aula contro i parlamentari di Futuro e Libertà. Li ha definiti "rinnegati", sottolineando che il presidente del Consiglio li "ha beneficiati facendoli eleggere in parlamento". Nel suo infuocato intervento Ciarrapico ha ricordato che "il mio amico Giuseppe Tatarella si starà rivoltando nella tomba". Poi l'invettiva è andata avanti, con alcuni riferimenti religiosi che hanno urtato la sensibilità di molti parlamentari, scatenando le polemiche sia alla Camera che al Senato.

Il riferimento alle kippah "Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah - ha aggiunto Ciarrapico riferendosi al copricapo maschile usato dagli ebrei osservanti all’interno delle sinagoghe e nei luoghi di culto - perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre. Può darsi pure che Fini svolga una missione ma è una missione tutta sua personale. Se la tenga. Quando andremo a votare - ha concluso - vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini".

Bufera alla Camera "E' una affermazione offensiva, da condannare", commenta il ministro della Difesa Ignazio La Russa nella speranza che Ciarrapico "rettifichi e chieda scusa". A Montecitorio il finiano Luca Barbareschi parla di "parole imbecilli". Lehner ne chiede "l’espulsione dal parlamento". Adornato chiede rispetto per una "Repubblica i cui valori contraddicono alla radice ogni razzismo". L’appassionato intervento con cui Emanuele Fiano attacca le parole di Ciarrapico su Fini e la kippah, come se il simbolo di una religione potesse essere un disvalore, un motivo di accusa politica, scatena l’indignazione dell’aula a Montecitorio. La consuetudine, e il regolamento vietano riferimenti diretti a componenti dell’altro ramo del parlamento, e lo ricorda la stessa presidente di turno, Rosy Bindi, che osserva anche come, del resto, la gravità della questione posta sia del tutto condivisa. Nel dibattito che si snoda all’improvviso dopo la denuncia di Fiano, interviene tra gli altri anche il finiano Moffa che chiede a Berlusconi di prendere le distanze dal senatore Pdl. 

Finocchiaro: il premier si dissoci "Anche questa una battuta infelice? Chiediamo al presidente del Consiglio di dissociarsi ufficialmente di fronte al parlamento e in modo chiaro e netto dalle inaccettabili dichiarazioni antisemite rese oggi dal senatore Ciarrapico nell’aula del Senato. la prima volta dalla nascita della Repubblica che un parlamentare ha così poca decenza da insultare un avversario politico facendo leva su temi vergognosi che sono stati in passato alla base di terribili tragedie". E' la richiesta fatta al premier dalla senatrice Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd.

Ciarrapico chiarisce "Nelle mie parole di oggi, fraintese o addirittura strumentalizzate, non vi era alcuna intenzione antisemita". Lo afferma, in una nota, il senatore Ciarrapico, che sottolinea come a dimostrazione del suo sentire verso il mondo ebraico "la Edizioni Ciarrapico srl è onorata di poter diffondere in omaggio da domani i titoli dalla stessa pubblicati a favore della storia d’Israele e della causa ebraica".

Berlusconi: una frase sfuggita "Per evitare che una frase sfuggita di bocca di un nostro senatore possa generare equivoci, voglio dire che sono sempre stato amico di Israele, anch’io mi sento israeliano". Lo ha detto Silvio Berlusconi nella sua replica al Senato dopo la bufera scatenata da alcune frasi del senatore Ciarrapico sugli ebrei.