Cicchitto però avvisa: no al tritacarne giudiziario

Roma Una corsa contro il tempo. Un processo anomalo. E il malumore diffuso dentro tutto il Pdl, di fronte a uno spettacolo definito «ai limiti della decenza». Sono giorni di fibrillazione dentro il centrodestra. La successione accelerata delle udienze al Tribunale di Milano per il processo Mills ha sedimentato la convinzione che si stia facendo di tutto per arrivare ad emettere una «sentenza politica». E ora, dalle voci dal sen fuggite, si passa alla polemica aperta, a quello che molti leggono come un segnale, tanto più perché lanciato da un fedelissimo di Silvio Berlusconi come Fabrizio Cicchitto. «Diciamo chiaramente che sarebbe un gravissimo errore se si rimettesse in moto un tritacarne giudiziario e mediatico contro Berlusconi e il Pdl» afferma il capogruppo del Pdl.
«A suo tempo, fra novembre e dicembre Berlusconi e il Pdl si sono mossi con il massimo senso di responsabilità nella consapevolezza che il Paese era a rischio per una crisi finanziaria internazionale gravissima». «Il senso di responsabilità, però - prosegue - non può essere scambiato per remissività né per subalternità né dal governo Monti, né dalla sinistra, né da giornali amici che, sempre in nome dell’amicizia, prevedono la fine del Pdl perché non provoca la crisi immediata del governo». «Adesso è molto importante quello che avverrà al Senato sulle liberalizzazioni e non solo per ciò che riguarda alcune categorie ma anche su temi più generali che riguardano milioni e milioni di cittadini». «Siccome però non ci sono sfuggite alcune cose sbagliate prima dette e poi contraddette da Vietti e alcune cose gravissime dette dal dottor Canzio a Milano diciamo chiaramente che sarebbe un gravissimo errore se si rimettesse in moto un tritacarne giudiziario e mediatico. D’altra parte, a nessuno che non sia un fanatico, può sfuggire che lo stesso discorso sulle riforme e sulla legge elettorale, per potersi sviluppare, deve avere intorno a sè un clima sereno e civile».
Un affondo che arriva, peraltro, alla vigilia di una settimana in cui il pressing della magistratura contro l’ex premier tornerà a salire. Oggi, infatti, Berlusconi sarà in tribunale alle 9 per rendere dichiarazioni spontanee davanti al gup Maria Grazia Domanico, chiamata a decidere se rinviare a giudizio l’ex premier per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso Unipol.
Il monito di Cicchitto viene letto con attenzione sia dalla presidenza del Consiglio - che non si sente chiamata in causa - sia dal Quirinale. L’ostentata tranquillità nei due palazzi è d’obbligo. Ma non c’è dubbio che il Pdl si aspetti un invito all’equilibrio, un richiamo all’imperativo di procedure processuali più serene e meno orientate. Qualcosa che smentisca l’impressione che sia tutto già scritto.