Cicchitto: "Visco sa che non può tagliare le tasse"

Il vicecoordinatore di Forza Italia replica al viceministro dell'Economia: "Per tagliare la spesa è necessario
affrontare lo scoglio della riforma delle pensioni, che per la sinistra significa rischiare
nuovamente una crisi di governo, che sarebbe definitiva, cioè senza possibilità di appello"

Roma - «Visco predica il taglio delle tasse sapendo bene di non poterlo fare». Lo afferma Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia, commentando le parole del vice ministro dell'Economia. «Capiamo bene le difficoltà di Visco, identificato da tutta Italia, a ragione, come l'uomo delle tasse - si legge in una nota - capiamo bene che il viceministro cerchi adesso di rifarsi una verginità. Possiamo anche credere che, violentando la sua natura, abbia finalmente deciso che andranno abbassate le tasse. Arriviamo fino al punto di dare ragione a Visco quando sostiene che per abbattere la pressione fiscale occorre tagliare la spesa. Ma ci permettiamo di ricordare al viceministro - prosegue Cicchitto - che per tagliare la spesa è necessario affrontare lo scoglio della riforma delle pensioni, che per la sinistra significa rischiare nuovamente una crisi di governo, che sarebbe "definitiva", cioè senza possibilità di appello».

«Detto questo - prosegue - autorevoli commentatori di certo non ostili alla sinistra, come Tito Boeri, in questi giorni ci hanno spiegato che il governo si sta preparando a fare esattamente il contrario: una spesa straordinaria in chiave elettorale. Quindi, Visco predica il taglio delle tasse sapendo bene di non poterlo fare». «Quanto alle maggiori entrate fiscali - continua - il viceministro non può raccontarci che una buona parte di esse sia legata all'attività del governo Prodi, quando ben due documenti ufficiali del ministero dell'Economia, il numero 115 del 10 luglio 2006 e il 127 del 7 agosto 2006, già indicavano una previsione di gettito fiscale sensibilmente maggiore del previsto. In definitiva - conclude Cicchitto - Visco avrà pure il diritto rifarsi un'immagine, ma non può certo farlo ingannando gli italiani».