Cicco Simonetta Giallo sui voti, vendita a rischio

La tormentata vendita delle case comunali di piazzale Dateo, via Cicco Simonetta e Cesariano si fa sempre più intricata. Ora scoppia il giallo delle presenze in aula, e per Cicco Simonetta la privatizzazione è a rischio. Circa due settimane fa, quando si discuteva in aula la delibera, i consiglieri dell’opposizione iscritti a parlare, a sorpresa, hanno ritirato la richiesta per arrivare immediatamente al voto, approfittando del fatto che i banchi della Cdl si erano già svuotati. È suonata la campanella, i consiglieri hanno premuto il pulsante, diciotto voti tra favorevoli e contrari, e trionfavano i no: bocciata la delibera sulla vendita. Ma il presidente del consiglio ha dichiarato la mancanza del numero legale, e ha annullato la votazione. Ma l’opposizione non ci ha messo una pietra sopra. Ha ripensato a tutti i presenti in aula, e i conti non quadravano. D’accordo i 18 che hanno votato, ma se in aula al momento erano presenti altri consiglieri che non hanno espresso un parere, vanno comunque conteggiati per il raggiungimento del quorum. Ieri pomeriggio, dunque, gli scrutatori - Laura Molteni (Lega), Andrea Mascaretti (Forza Italia) e Maurizio Baruffi (Verdi) - sono stati convocati a Palazzo Marino per accertare la situazione. Hanno rivisto le videoregistrazioni della seduta e hanno riconosciuto, ad esempio, Pantaleo, Antoniazzi, Maio, Giobbi Martini, Baldassarre, lo stesso Giudice. Questa mattina l’ufficio di presidenza comunicherà se il verbale della seduta sia da rivedere; se la delibera dovesse essere considerata già votata - e bocciata -, per riparlare della vendita il documento dovrebbe tornare in giunta e poi di nuovo in consiglio. Con tempi molto più lunghi.