Ciclismo, Di Luca assolto per doping

Il Gui, giudice di ultima istanza, ha assolto il corridore dalle accuse di aver alterato le sue prestazioni al termine della tappa con arrivo sul Monte Zoncolan allo scorso Giro d'Italia, vinto dall'abruzzese

Roma - Il giudice di ultima istanza del Coni in materia di doping ha assolto Danilo Di Luca dall’accusa di doping. Il ciclista abruzzese era stato deferito dopo che gli erano stati riscontrati valori anomali in seguito a un controllo a sorpresa effettuato al termine della tappa dello Zoncolan dell’ultimo Giro d’Italia. Di Luca è stato assolto dal gui in materia di doping del Coni in merito all’accusa per la violazione dell’articolo 2.2 del codice mondiale antidoping (uso o tentato uso di sostanza o metodo proibito) formulata in seguito ai valori anomali riscontrati in un test antidoping effettuato il 30 maggio scorso al termine della diciassettesima tappa del Giro d’Italia, vinto proprio dal corridore abruzzese. Il ciclista abruzzese è stato assolto "perché non è stato raggiunto il grado di probabilità richiesto dell’articolo 3.1 del codice Wada". Lo ha annunciato al termine della camera di consiglio il presidente del gui Francesco Plotino, respingendo la richiesta di due anni di squalifica della procura antidoping del Coni.

Il fratello "Finalmente è stata fatta giustizia". Con queste parole il fratello di Danilo Di Luca, Massimo, ha commentato la sentenza di assoluzione del fratello, emessa dal Giudice di ultima istanza del Coni in materia di doping. "Congratulazioni all’avvocato Cecconi, che è stato bravo e preciso - ha aggiunto Massimo Di Luca, presente all’ultima udienza del Gui, in rappresentanza del fratello -. Ho già sentito Danilo, sia lui che la moglie Valentina erano felicissimi. Io ho pianto tanto alla lettura delle sentenza, ma adesso ci siamo tutti tolti un peso. Danilo stamattina ha preferito rimanere a Pescara e ha stemperato la tensione allenandosi. Adesso penserà solo al Giro d’Italia". In lacrime anche la zia del vincitore del Giro d’Italia, Franca Scarano, che afferma: "Siamo tutti felici, eravamo certi della totale estraneità di Danilo rispetto a quello che gli veniva attribuito. Adesso finalmente questa vicenda è chiusa".