Ciclismo, il mondiale a Hushovd norvegese volante. Pozzato è quarto

Maxivolata sul circuito australiano: dal mazzo salta fuori il norvegese sprint. Pozzato ci prova, ma arriva solo a un soffio dal podio. Delusione per l'Italbici

Geelong (Australia) - Il norvegese Thor Hushovd ha vinto allo sprint la prova in linea riservata ai professionisti dei Mondiali di ciclismo ed è delusione per l'Italbici. Il capitano azzurro Filippo Pozzato si è infatti piazzato al quarto posto nel volatone irdidato. A un soffio dal podio. Al secondo posto, dietro a Hushovd, si è piazzato il danese Matti Breischel, terzo l’australiano Allan Davis.

Pozzato: "Ci ho provato ma avevo i crampi" Ci ho provato, la squadra ha corso veramente bene, come voleva Bettini. All’ultimo giro ho avuto crampi, poi ho cercato di curare Hushovd. L’arrivo era perfetto per me, ma avevo crampi anche sulle orecchie". Pozzato commenta così la sua prova, dai microfoni di RaiSport. "Mi dispiace perchè la squadra ha corso bene, come ci aveva insegnato Franco Ballerini - dice - Ho mancato il risultato ma ci riproverò sicuramente. Avrei voluto tanto vincere questo mondiale per Ballerini, e mi dispiace anche per Paolo Bettini, che ci aveva creduto fino in fondo".

"Con medaglia corsa perfetta" "Abbiamo fatto una corsa perfetta fino all’ultimo giro dimostrando di essere una squadra forte in tutti i suoi componenti. Alla fine è stata una volata di potenza  - aggiunge Pozzato -, un tipo di sprint che a me piace. Ma Thor Hushovd oggi aveva una gran gamba. Quello che è mancato a me nel finale. Sono entrato nell’ultima curva un pò troppo indietro. Pur riuscendo a rimontare qualche posizione, per poco, non è arrivata la medaglia. Se avessi vinto sarebbe stata una corsa perfetta. Ma questo è ciclismo".

Bettini: "C'è poco da recriminare" "Ora comincerà la danza dei se e dei ma, però c’è poco da recriminare". Il ct azzurro Paolo Bettini, dai microfoni di RaiSport, parla della prova mondiale e mette le mani avanti, i suoi ragazzi ce l'hanno messa turìtta. "La squadra ha fatto tutto ciò che doveva e la gara è stata come ce la immaginavamo. Va bene così, anche se avevamo creduto in una medaglia, e con un pizzico di fortuna si poteva andare sul podio con Pippo Pozzato". "Ci siamo presi le nostre responsabilità - dice ancora il ct azzurro - ma ci sono anche gli avversari. Complimenti a Hushovd, perchè era un nome pericoloso e, pur senza la squadra (la Norvegia ha schierato al via solo tre concorrenti n.d.r.), ha avuto gambe per gestirsi. Ripeto, c’è poco da recriminare. Il podio non è una novità, c’è anche Allan Davis, che è un altro dei nomi che avevamo fatto".

Moser: "Ho visto troppa foga" "Quando ci si scopre troppo presto succede di perdere. Ho visto troppa foga, invece era meglio aspettare un pò perchè in questo circuito si decide tutto all’ ultimo giro e bisognava arrivare con le forze integre. Invece avevamo speso troppo prima". Collegato da Gaiole in Chianti, dove prenderà parte ad una manifestazione ciclistica con altri ex campioni, Francesco Moser lancia dai microfoni di RaiSport il suo ’atto d’accusà all’Italia del pedale, battuta al Mondiale australiano. "È stato un pò come il Mondiale che feci io a Praga - dice ancora l’ex iridato e primatista dell’ora -. L’Italia lavorò tantissimo, eravamo sempre davanti, poi tornò sotto il gruppo e Martens battè Saronni in volata per pochissimo: sembrava la fotocopia di quel mondiale". Secondo Moser, "quando si arriva in volata, bisogna avere il velocista capace di mettere la sua ruota davanti agli altri. Già alla Vuelta si era capito che Hushovd era in condizione. Un paio degli italiani che erano davanti - aggiunge - si dovevano sacrificare di più per portare in porto la fuga e dietro sono riusciti a riorganizzarsi". 

Il novegese campione del mondo "Il finale era adatto alle mie caratteristiche, e le ho sfruttate alla grande". Intervistato dai RaiSport dopo il suo successo nel Mondiale di ciclismo, il norvegese Thor Hushovd commenta così il suo successo in terra australiana, a Geelong, in casa del campione uscente Cadel Evans. "Per arrivare così preparato a questa gara - ha detto ancora Hushovd - è stata fondamentale la Vuelta, perchè oggi la gara è stata molto dura".

Nibali: "Abbiamo corso con il cuore" "Abbiamo cercato di fare una corsa più dura possibile. Purtroppo però non è sempre possibile arrivare a medaglia anche se dai il massimo. Peccato, perchè abbiamo corso tutti con il cuore". Sono le parole del vincitore della Vuelta di Spagna, il messinese Vincenzo Nibali, giunto solo 40esimo ai Mondiali australiani ma dopo aver lavorato per la squadra in una gara non adatta alle sue caratteristiche. Il grande lavoro da parte di tutti gli azzurri, è sottolineato da Giovanni Visconti, campione italiano, che si sofferma sulla parte finale della gara: "Ho un solo grande rammarico quello di non essere arrivato sul finale con Pippo Pozzato. Purtroppo è saltata la catena. Da quel momento non ho più pedalato come prima. Sarei potuto essere una buona spalla per Pozzato che forse avrebbe effettuato una volata più pulita. Abbiamo interpretato al meglio il percorso - aggiunge -, senza mai correre sulla ruota di qualcuno. Siamo tutti soddisfatti per come abbiamo corso, anche se c’è il rammarico perchè avremmo potuto raccogliere un risultato: una medaglia ci stava proprio bene!".