«Il ciclismo? Preferisco vivere nel mio zoo»

Lo sprinter si racconta, dalla passione per gli animali al figlio in arrivo: «Lui farà il veterinario, la nostra è una vita da cani»

Michael Phelps ha due gambe, due braccia, due manone che fagocitano l’acqua tanto va veloce. Nuota bene il ragazzo. Nwankwo Kanu, ex interista, si dedica ad altro, gioca a pallone, nel Portsmouth, Premier League, ha il suo stesso numero di gambe e braccia. Anche quel belloccio e bravo di Percy Montgomery, uomo simbolo del Sud Africa mondiale nel rugby, è come loro. Normodotato, si dice. Fa rima con fortunato. Oscar Pistorius, invece, di gambe non ne ha. Per lui l’ormai noto e strafotografato collage di monconi muscolosi e avveniristiche protesi. Per lui, soprattutto, le polemiche, l’esclusione dal salotto bene dell’atletica. Non a caso, giusto ieri, ha presentato ricorso presso il tribunale sportivo contro la decisione della federazione atletica di vietargli i Giochi di Pechino.
Phelps, un paio di giorni fa, ha invece annunciato l’utilizzo di una super tuta (che ovviamente altri normodotati potranno indossare per nuotare in modo meno normale ma più veloce): garantisce una riduzione del 10% nella resistenza passiva all’acqua. Fra tuffo e virate, chi la indosserà, potrà contare su un metro di vantaggio. Stessa filosofia nel calcio e nel rugby, che proprio mediando dalle scoperte nel nuoto, hanno adottato e stanno sperimentando maglie ionizzate (IonX), capaci cioè di fornire un miglioramento nelle prestazioni atletiche intorno al 2,7%. Kanu e i suoi compagni le indossano nel Portsmouth, che si è assicurato l’esclusiva in Premier League. Ovvero, gli altri club non potranno impiegarle, tanto è vero che hanno già chiesto di verificare se rientrino nel doping tecnologico.
E veniamo al povero Pistorius. Lui no. Avesse avuto quelle benedette due gambe, nessuno avrebbe probabilmente detto bah se dentro le sue scarpette sponsorizzate ci fossero stati inserti in leghe spaziali capaci di ottimizzare l’inserimento in curva, catapultando l’atleta in un’altra dimensione. Ma visto che le gambe non le ha, allora ecco la fiumana di numeri e parametri figli dei test a cui è stato sottoposto: +30% di energia riassorbita dal terreno; - 31% di perdita di energia al suolo; -25% di energia consumata rispetto a un normodotato. E non basta dire «epperò le tute speciali dei nuotatori, le magliette ionizzate di rugbisti e calciatori possono indossarle tutti gli atleti, senza creare potenziali vantaggi all’uno o altro...». C’è per caso in giro qualcuno disposto a togliersi le gambe per indossare le super protesi di Pistorius?
In attesa di risposta, consoliamoci con un sorriso: pensando alle magliette impiegate tempo fa dalla nazionale azzurra di calcio: avevano un colore più scuro proprio sotto le ascelle. Celavano il sudore, sembrando sempre sudate. Chiamatelo doping visivo.