Ciclismo Rebellin, l’eterno secondo ha messo la Freccia

L’eterno secondo ci prende gusto e alla faccia di chi lo ha sempre considerato una fantastico piazzato, o buon corridore da deporre in soffitta, Davide Rebellin cala nella «sua» Freccia Vallone un fantastico tris. Finalmente una classica, con un classico della nostra argenteria ciclistica: l’argento di Pechino. L’uomo che nel suo palmares può contare una Liegi e un’Amstel, ieri pomeriggio ha centrato una vittoria che per chi segue il ciclismo significa molto. Braccia al cielo e indice ad indicare il casco con la scritta «Unico1», «simbolo della fondazione (voluta anche da Roby Baggio, Francesco Toldo e Cristian Ghedina, ndr) – spiega il veneto con residenza monegasca - creata per aiutare Diego Murari, un caro amico che soffre di una malattia rara e sta lottando per la vita come pochi. La vittoria è per me ma soprattutto per lui e per quanti come lui non si danno per vinti e alla vita sono aggrappati anche con le unghie». Alle spalle di Rebellin si sono piazzati nell'ordine il lussemburghese Andy Schleck e il nostro Damiano Cunego. Ottima la tattica di gara della formazione diretta da Gianni Savio che prima ha mandato all’attacco Josè Serpa, poi Michele Scarponi proteggendo Rebellin fino allo strappo finale sul famigerato «Muro». «Se sono sorpreso di questa vittoria? Sì, molto... Domenica all’Amstel ho sofferto per una bronchite, oggi stavo meglio, ma non pensavo di fare una corsa così bella», dice il veneto a caldo. Per l’Italia si tratta del 18° successo nella Freccia Vallone, ottenuti con tredici corridori, ed è interessante notare come dal 1990 ad oggi quello di Rebellin sia l’undicesimo successo di un atleta italiano a conferma della predisposizione che i nostri atleti hanno per questa corsa. Per gli amanti delle statistiche, Rebellin è il quarto uomo nella storia a vincere la Freccia per la terza volta (record assoluto): prima di lui i belgi Marcel Kint (1943, 1944 e 1945), Eddy Merckx (1967, 1970 e 1972) e l’altro veneto, Moreno Argentin (1990, 1991 e 1994). «Se penso di poter centrare il bis domenica a Liegi? Mi è già riuscito nel 2004, quando in verità vinsi in sequenza Amstel, Freccia e Liegi. Sto bene, questa vittoria fa morale. Ma se devo scegliere un traguardo, vorrei finalmente vincere un mondiale».