Ciclismo sotto choc: Nolf morto d’infarto a 22 anni

Morto nel sonno. Avrebbe compiuto 22 anni martedì prossimo, Frederiek Nolf. Invece è stato trovato privo di vita nella sua camera, al 14° piano dell’hotel Ritz Carlton, quartier generale del Giro del Qatar.
È facile pensare male, il ciclismo in questi anni non ci ha certo abituati a pensare diversamente, ma è altrettanto vero che di corridori olandesi e belgi morti in questi anni ce ne sono stati davvero tanti, e spesso tutto è riconducibile ai test per ottenere l’abilitazione sportiva troppo fragili. Vi ricordate Kanu, il giocatore dell’Inter? Fin quando era nell’Ajax tutto ok, poi è arrivato a Milano e gli hanno scoperto ciò che nessuno fino a quel momento aveva diagnosticato. Noi, Paese spesso deriso per la “mala sanità”, siamo certamente una delle nazioni più attente e sensibili alla lotta al doping e ai certificati di idoneità sportiva.
«Morire d’infarto a soli vent’anni è molto difficile ­ ci spiega Danilo Manari, medico sportivo e responsabile di cardiologia del Salus Hospital di Reggio Emilia -. Spesso però queste morti sono dovute ad anomalie strutturali congenite. In Italia il margine di sicurezza per prevenire questi casi è molto più alto rispetto al resto d¹Europa, perché ben due leggi tutelano la salute dello sportivo: una che obbliga gli sportivi di qualsiasi livello a ottenere per qualsiasi attività un’idoneità annuale, l’altra, la legge 91, che per certi sport come il calcio e il ciclismo, prevede un ulteriore passaggio di un’idoneità semestrale con esami approfonditi, tra i quali un ecocardiogramma che spesso rivela alterazioni o anomalie che attraverso una prova da sforzo non risulta».
Frederiek Nolf era cresciuto nel club dilettantistico del Beveren, serbatoio della Quick Step, per poi trovare posto a soli 20 anni nella Topsport, team piccolo ma ideale per poter crescere senza pressioni. Aveva appena cominciato la sua seconda stagione da pro'.
Non è la prima volta che si verifica un evento luttuoso come questo durante una corsa. Nel 2003, al Giro di Germania, fu trovato morto nel suo letto il francese Fabrice Salanson. In seguito, dopo l’autopsia e tutti gli accertamenti del caso, fu diagnosticata una malformazione congenita del muscolo cardiaco. L’autopsia a Frederiek Nolf verrà effettuata nei prossimi giorni in Belgio. «Osservo che questi ragazzi vengono tartassati di esami che mirano alla ricerca del doping ­ conclude Danilo Manari -, ma spesso non subiscono altrettanti esami per accertare se sono idonei alla pratica sportiva».