Ciclisti: «Il primo passo per una città più vivibile»

L’ok dagli appassionati delle pedalate: «Ma che sia solo l’inizio»

Se i tassisti sembrano piuttosto scettici sull’iniziativa made in France, gli appassionati delle due ruote accolgono con entusiasmo il progetto di noleggio rapido di bici che sbarcherà a Milano.
Due popoli della strada con diversi modi di intendere la mobilità che si fronteggiano quotidianamente. In giro per il centro storico è un via vai continuo di due ruote. Quello dei ciclisti è un mondo a parte. Nessuna via, seppur centralissima, è preclusa. Lo stress da coda non esiste e si è al riparo da caro benzina e multe; e poi, come ci conferma un signore di una certa età: «è una questione di salute. Mi ha detto il medico che pedalare fa bene alla circolazione». E a vedere come si allontana spedito, pare che abbia ragione.
«Penso che sia un’ottima iniziativa - sostiene Susanna, chiudendo il lucchetto della sua bici in Piazza del Duomo -. Io probabilmente le utilizzerei, ma solo in situazioni particolari. Se non avessi la mia o non volessi prendere gli altri mezzi. Ma credo che per una gita con gli amici e per i turisti sia un servizio utile».
E i pericoli del traffico meneghino? «Basta andare piano e non ci sono problemi». Ma non tutti gli amanti di pedali e sellino la pensano allo stesso modo. Traffico, gradini, binari e strade dissestate sono la principale preoccupazione dei ciclisti metropolitani.
«L’idea mi piace molto e spero che vada in porto. Era l’ora che il Comune iniziasse a interessarsi anche a chi va in bicicletta. Qui, funziona tutto come trent’anni fa: tutta la mobilità è incentrata sull’utilizzo della macchina - accusa Elisabetta mentre percorre Corso Vittorio Emanuele in bici-. Ci vorrebbero molti chilometri in più di piste ciclabili e anche più spazi dove legare le biciclette in sicurezza. E poi bisognerebbe fare un’opera di controinformazione in difesa dei ciclisti, che sono demonizzati. Sono diventati il nemico numero uno dei pedoni ma non è così».
Emilio è un estimatore delle due ruote. «Sono stato anche iscritto a Ciclobby -ci dice dal sellino della sua bici-. Mi sembra che sia un’iniziativa meritevole quella delle biciclette in affitto, anche se a Milano ci sono poche piste ciclabili fruibili. Muoversi su due ruote in città è abbastanza pericoloso. Fra traffico, binari e pavé, non è facile. Difatti qui non si vedono tantissimi ciclisti, pur essendo una città molto pianeggiante. Probabilmente oltre alle difficili condizioni, è anche una questione di mentalità. Milano non è Parma, dove tutti si spostano in bicicletta. Ma cambiare la mentalità è un’operazione molto difficile».