Ciclone Airbus sui conti Eads

Le perdite ammontano a 195 milioni contro profitti per 279 milioni nel 2005

da Milano

Eads, casa madre di Airbus, ha accusato la prima ondata d’urto sui conti dovuta ai rinvii delle consegne dell’A-380. Una nuova cattiva notizia per il colosso europeo dopo la decisione della compagnia americana FedEx di annullare il suo ordine di 10 superjumbo.
Il gruppo europeo di difesa e aerospazio ha chiuso il terzo trimestre con le prime perdite da tre anni a questa parte. A mandarlo in rosso sono i costi legati alla pioggia di ritardi del programma dell’A-380, valutati fino al 2010 a 6 miliardi di euro: 1,1 miliardi sono già stati iscritti nel terzo trimestre provocando così perdite operative di 239 milioni contro un utile di 559 milioni dell’anno prima. Il gruppo ha anche registrato perdite nette per 195 milioni contro profitti per 279 milioni nel 2005. I risultati trimestrali hanno fatto scendere del 33% l’utile netto a 848 milioni, per un fatturato salito a 24,7 miliardi (+17% ).
Eads, che punta su una consegna di 430 aerei nel 2006, si attende ora un fatturato per l’intero anno superiore ai 37 miliardi. Il gruppo, pur sottolineando che i suoi conti restano «solidi», ha ammesso che le difficoltà di Airbus richiedono «misure draconiane».
Appena arrivato al comando di Airbus, il nuovo direttore generale, Fabrice Bregier, deve ora affrontare rapidamente a Tolosa anche il problema di possibili annullamenti degli ordini del superjumbo, una minaccia che è diventata realtà con la decisione di FedEx di rinunciare al più grosso aereo civile del mondo per la sua attività cargo, riducendo così il carnet di ordini da 159 a 149 esemplari. L’annullamento, che si tradurrà in 2,4 miliardi in meno, rischia anche di allontanare ancor di più nel tempo l’equilibrio dei conti del programma A-380. Secondo gli ultimi calcoli, il break even sarà raggiunto non più con 273, ma con 420 aerei.
Sul bilancio del costruttore europeo, che rappresenta due terzi del fatturato e l’80% dell’utile di Eads, rischia di pesare anche un eventuale lancio dell’A-350. Eads dovrebbe decidere prossimamente se investire altri 10 miliardi di euro nell’aereo con cui fare concorrenza al 787 della Boeing.
Il governo francese, intanto, ha fatto sapere che non intende abbandonare né Airbus, né i suoi dipendenti, né le aziende subappaltatrici. Il premier Dominique de Villepin andrà la settimana prossima a Tolosa proprio per testimoniare la determinazione a trovare al più presto la soluzione per il settore aeronautico, «che - ha detto - sta attraversando un periodo difficile».
La borsa, che aveva già anticipato lo choc finanziario, ha addirittura reagito positivamente, e ha fatto impennare i titoli Eads del 3,24%, a 21,33 euro.