Ciclone Sgarbi su Cordero, Fazi e lo stop Rai

SGARBI SABAUDI Vittorio Sgarbi arriva e monopolizza 24h. Però stavolta calma tutti, «invece di mandarli a ca..re come faccio di solito». Sarà che il Salone è peggio del bromuro. Ribatte a Elido Fazi, che lo inquadra come pavido incapace di reagire alle gerarchie vaticane e Rai - «Da oggi non considero Sgarbi un uomo libero» - perché ha cambiato il tema delle prima puntata del suo show rinunciando ad invitare il teologo Matthew Fox, autore edito appunto da Fazi. Sgarbi annuncia: «Lo coinvolgeremo nell’ultima puntata, che sarà su Dio. Non mi sono fatto intimidire, mi hanno preso per sfinimento e ho abbozzato, sennò il programma non comincia più». E sulla polemica Cordero-Ferrero (il direttore del Salone si è dissociato dall’invettiva del giurista) scavalca entrambi: «Destino vuole che fossi col premier a cena l’altra sera. Era offeso dall’attacco violentissimo di Cordero nel suo intervento al Salone. “Ma sei tu che l’hai rovinato” gli ho risposto. “Dovrebbe chiederti i danni”. Ferrero, che è persona equilibrata e tranquilla, si è spaventato, ma Cordero è come Sylos Labini, Tabucchi, Scalfari, Travaglio: grandi cervelli alterati, fulminati, trasfigurati per sempre da un’ossessione: ormai se scrivono parlano solo di Berlusconi». E già che c’è Sgarbi butta lì anche una provocazione: «E il mio programma lo chiamerò Forza Italia».
PIÙ -INI PER TUTTI Alle 12, Massimo Gramellini, presentando La Patria, bene o male (scritto con Fruttero, Mondadori): «Se questo è il Paese dei Balocchi, dov’è la Fata Turchina? L’aspettiamo sempre tutti ma non arriva mai». «Il Pc ha cambiato 50 nomi. L’unica cosa che non ha cambiato sono le facce». «In una società in cui i vecchi sono diversamente giovani, i giovani sono dei diversi: perché nel ’68 quando avevano lavoro e futuro, fecero la rivoluzione e oggi che stanno male non la fanno?». Un signore solitario, con accento emiliano, sussura «Mo perché la rivolusione è un lusso». Ini confusi a sinistra: Mirella Serri, presentando Daccapo (Bompiani) di Dario Franceschini, Caffé Letterario, 12.30: «Le prostitute di Dario sono portatrici di libertà. Il notaio che dà figli alle prostitute è uno che semina vita per dare più vita alla vita. Le prostitute sono come il Cantico delle Creature: hanno un senso religioso». Dacia Maraini a Lorenzo Pavolini, Sala Gialla, mezz’ora dopo: «Quando si identifica la donna con un linguaggio mercantile di seduzione che passa attraverso il corpo si attua una forma di mutilazione avvilente e degradante, una soggezione del femminile da cui dovrebbero sentirsi offesi tutti». Ci scusiamo per non aver potuto raccontare Cardini, Mazzantini, Bianchini, Celestini.
LA DOMANDA DEL GIORNO Paolo Nori presenta la sua casa editrice di e-book Sugaman, nella Room to the future, ore 16: «Mi chiedevo, prima di sedermi qui: ma come si fa ad autografare un e-book?».