Un ciclone spazza la Birmania oltre 350 le vittime

Il ciclone Nargis ha colpito il sud del paese provocando centinaia di morti e un numero imprecisato di feriti. Gravissimi i danni soprattutto nel delta del fiume Irrawaddy

Rangoon - Il passaggio del ciclone Nargis nel sud della Birmania ha lasciato dietro di sè una scia di distruzione e un numero imprecisato di vittime, con i responsabili del governo militare che hanno dichiarato lo stato di calamità in numerose regioni del paese. I media locali hanno dato notizia finora di almeno quattro morti a Rangoon, anche se il bilancio complessivo sembra destinato ad aumentare. Il ciclone, proveniente dal Golfo del Bengala e classificato nella categoria tre, ha colpito con particolare violenza la regione del delta del fiume Irrawaddy, dove in alcune località sono stati abbattuti o danneggiati fino al 50% degli edifici.

L’elettricità e le comunicazioni sono interrotte dalla notte fra venerdi è sabato, e cinque regioni - Rangoon, Ayeyarwady, Bago, Mon e Karen - sono state dichiarate zone disastrate. Rangoon, la maggiore città ed ex capitale della Birmania (ora Myanmar), è senza acqua e senza energia elettrica, con le strade invase da detriti e macerie a causa degli innumerevoli alberi caduti e delle case crollate. «Noi sappiamo che vi sono state delle vittime» e «siamo ancora impegnati nella raccolta di informazioni», ha detto all’agenzia Afp un responsabile del ministero dell’informazione, che non ha tuttavia fornito precisazioni sul numero dei morti, indicato in quattro dai media ufficiali. La tempesta ha spazzato il sud della Birmania con venti violentissimi che hanno soffiato a una velocità fra i 190 e i 240 km orari. L’aeroporto internazionale di Rangoon è rimasto chiuso anche oggi per il secondo giorno consecutivo. «Non ho mai visto nulla di simile», ha detto alla Reuters un ex responsabile governativo che ha paragonato il ciclone Nargis al devastante uragano Katrina abbattutosi negli anni scorsi sugli Stati Uniti. I responsabili della rete elettrica hanno detto che è impossibile al momento prevedere quando l’erogazione dell’energia elettrica sarà ripristinata.

Esperti dell’Onu hanno detto dal canto loro che ci vorranno giorni prima di avere un quadro completo e preciso dei danni complessivi provocati dal ciclone Nargis, abbattutosi sul paese una settimana prima del referendum organizzato dal regime militare birmano su una nuova costituzione. E a tutt’oggi non è ancora possibile dire in quale misura la consultazione popolare potrà essere condizionata dalle conseguenze del ciclone.