Il Cie come un hotel: altri quattro evasi

Hanno tentato la fuga in grande stile gli undici «ospiti» del Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, ma solo quattro sono riusciti nell’impresa. Sorpresi nel cortile, sotto il muro di cinta due sono stati bloccati, sei invece, vista la malaparata, hanno preferito rinunciare e tornare nelle camerate, senza neppure abbozzare una reazione. Gli altri sono ora uccel di bosco, attivamente ricercati dalle forze dell’ordine, che hanno avviato battute nelle campagne attorno al Cie.
È con questa è la terza volta in un mese, la settima dall’inizio dell’anno, che nella struttura ricavata sotto la tangenziale, tra Lambrate e Forlani, gli immigrati tentano l’evasione o inscenano rivolte. Anche se nell’ultima occasione quanto meno sono state evitati scontri e feriti. Come il 20 novembre, quando in quindici sono saliti sui tetti dopo aver devastato alcune camerate, rendendo poi inutilizzabili trenta posti. La protesta è poi finita senza incidenti, grazie all’opera di mediazione del personale della Croce rossa e della polizia che è riuscito a convincere i più riottosi a scendere senza ulteriori danni. Più violenta invece la protesta messa in atto il 12 dicembre da una sessantina di stranieri, saliti sui tetti delle palazzine per cercare la fuga attraverso i campi. Scoperti, sono scesi ma si sono riversati nel cortile e hanno sfasciato termosifoni, sfondato porte e divelto le tubazioni dell'acqua. La polizia è intervenuta in forza, sono volate botte da orbi e una decina tra clandestini e agenti ha poi dovuto farsi medicare, alcuni addirittura farsi ricoverare in ospedale.
L’ultima evasione risale invece alla notte tra il 17 e il 18 luglio: 20 minuti dopo la mezzanotte, una trentina di immigrati ha dato il via alla rivolta, distruggendo l’impianto d’allarme, due telecamere a circuito chiuso, gli oblò blindati delle porte delle camerate e tre distributori automatici di bevande e snack. Poi, gli immigrati si sono spostati in cortile e sono saliti sul tetto della struttura. Dieci immigrati hanno cercato di scappare: sette (un tunisino, un algerino, un salvadoregno e un cittadino della Mauritania) sono stati bloccati. Uno si è rotto le gambe cadendo da un muro, un altro è finito all’ospedale per aver ingerito una batteria. Mentre due marocchini di 35 e 39 anni e un tunisino di 24 sono riusciti a dileguarsi.
Ieri la replica attorno alle 5.30. Alcuni militari di guardia hanno infatti notato dai monitori un gruppetto composto da una dozzina di immigrati, sembra quasi tutti nordafricani, aggirarsi nel cortile. Gli «ospiti» avevano infatti divelto una finestra da dove si erano poi calati nel più classico dei modi: usando lenzuola annodate a mo’ di fune. Sono subito intervenuti alcuni carabinieri riuscendo a bloccare due stranieri, un algerino di 30 anni e un giovane palestinese. Altri cinque, capito di essere stati scoperti e di non avere nessuna possibilità di fuggire, sono rientrati spontaneamente nelle camerate. A quel punto tutti giù dalle brande per la conta. Terminata la quale le forze dell’ordine hanno accertato la scomparsa di due algerini, uno di 24 anni, un tunisino di 25 anni e un palestinese di 18. Per i quali sono stati subito scattate le ricerche nell’area attorno al Centro.