Ciechi e sordi: incontro in chat e poi le nozze

Comunicano su internet con i nuovi sistemi

da Milano

All'Istituto ciechi di Milano è l'ora degli ultimi ritocchi; sabato si farà festa, una grande festa per il matrimonio di Pinuccia, 66 anni, con Rodolfo, 68 anni. Entrambi ciechi e sordomuti dalla nascita hanno abbattuto le barriere dell'isolamento in cui erano condannati dal grave handicap grazie a un profondo amore per la vita e ad internet. La scintilla è scoccata via web, chattando con una tastiera in braille che permetteva loro di comunicare le proprie emozioni. Tra due giorni si uniranno in matrimonio nella cappella dell'istituto milanese alla presenza dei loro amici più cari.
Persino il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si è commosso venendo a conoscenza della vicenda. Ai futuri sposi ha inviato un telegramma d'auguri mentre il sindaco di Milano, Letizia Moratti sta pensando di assegnare l'Ambrogino d'Oro a Pinuccia.
Pinuccia rimase cieca e sordomuta all’età di 13 mesi. Per questo grave deficit fisico la bambina era potenzialmente condannata ad un isolamento pressochè totale col mondo esterno, proiettata in una coltre di rassegnato silenzio, di disperazione invincibile. All'età di quattro anni Pinuccia viene portata al Piccolo Cottolengo di don Orione a Milano dove avrebbe dovuto restare per sempre. La bambina però era molto intelligente e fu notata a 6 anni da una insegnante, Cherubina Bancolini, che si recava in quell'istituto per compiere del volontariato. Prese a cuore il problema della bambina e iniziò a portarsela a casa nei fine settimana cercando di comunicare con lei attraverso il tatto.
Cominciò così il titanico lavoro di costruzione dal niente della conoscenza, dei meccanismi complessi della conoscenza, partendo dalle cose, dal nome delle cose per arrivare ai concetti, ai ragionamenti, alle deduzioni, alle valutazioni. All'età di dieci anni Pinuccia aveva fatto progressi tali da poter essere iscritta alla prima elementare dell'Istituto per ciechi di Milano. Lì ha frequentato tutte e cinque le classi, poi le medie, quindi le magistrali dando sempre gli esami presso una scuola pubblica. Più tardi ha conseguito il diploma di licenza media alla scuola statale Tiepolo di Milano, quello di abilitazione magistrale presso l'Istituto Carlo Tenca, sempre a Milano e poi si è iscritta alla facoltà di magistero linguistico alla Università cattolica di Milano. Dopo due anni, però, Pinuccia fu costretta a smettere per due ragioni: non c'erano testi in braille che le permettessero di continuare a studiare inglese e francese (lingue che padroneggia alla perfezione) e perchè la sua benefattrice si ammalò e non poteva più accompagnarla all'università. Da quel giorno Pinuccia si trasformò da studentessa universitaria a badante della sua benefattrice finchè non morì.
Ma Pinuccia non ha mai smesso di sognare e nonostante gli ostacoli ha imparato tutte le varie scritture per ciechi.
Ha seguito anche corsi di esperanto. Si è poi resa utile a trascrivere libri in braille e poi ad imparare a usare il computer. Via posta elettronica può comunicare con tutti e le sue e-mail hanno uno stile elegante e spiritoso, perfette e divertenti. Seduta nella sua stanzetta dell'Istituto Ciechi di Milano può raggiungere chiunque, dare consigli, infondere speranza e comunicare anche in inglese e in francese. Adesso corona il sogno di avere un compagno.