Cieli e circhi volanti: il museo di Nervi è un mondo fantastico

Prendete uno scrittore: Bruno Tognolini, autore di testi per la mitica Melevisione. Presentategli un artista: magari Svjetlan Junakovic, premio Andersen 2008 per l'illustrazione. Trasformate poi la coppia in un trio con Luca Mercalli, presidente della Società Metereologica Italiana. Shakerate poi il tutto sotto i cieli più suggestivi delle opere d'arte dei musei di Nervi, capaci di correre da una «Veduta fantastica dei Monumenti d'Italia» di Tetar van Elven del 1858 fino all'arrembaggio futurista di De Poli targato 1942. Il risultato di questo mix esplosivo sarà una grande avventura, ideata e guidata da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione: una mostra dedicata a Svjetlan Junakovic (Raccolte Frugone, via Capolungo 9, Genova, fino al 10 maggio) e il primo album della collana «Il Cantiere delle Arti» intitolato «Cieli» senza altri orpelli. Perché i lettori per i quali è stato concepito - come già la collana «Sogno intorno all'opera», speciale premio Andersen 2008 - sono piccoli ma esigenti e non vogliono essere «presi per il naso». È il pubblico infantile, che però alla resa dei conti non ha età, il destinatario privilegiato del progetto che porta nuova vita, sogni e desideri tra le collezioni di Nervi. Da queste sono state scelte una serie di opere che hanno come fil rouge il cielo, ora ad abbracciare un porto di Caffi adesso a stupire con un arcobaleno una giovane coppia di Delle Piane per poi farsi tempesta insieme a Nomellini. Perché di cielo non ce n'è uno ma tanti, anzi infiniti: a questi hanno guardato Tognolini, Junakovic e Mercalli per tracciare la rotta di un viaggio dentro e intorno all'arte audace, agile e stuzzicante. Ed ecco Tognolini ricamare le parole del racconto «La Cattura dei Serpenti Scintilla» ispirandosi a un gesso di Monteverde, legato a quel Franklin che nel 1871 inventa niente meno che il parafulmine. E Junakovic illustrarlo con tavole sorprendenti. A Mercalli resta il compito di svelare se sia possibile ricostruire il tempo meteorologico attraverso un quadro. Per scoprire che gli artisti hanno raccolto preziose informazioni: un dipinto della Villanis svela ad esempio come il ghiacciaio della Brenva nel '58 non fosse stato ancora «mangiato» dall'aumento della temperatura. E così via tra le pagine dell'album, completo di DVD e di un quaderno-laboratorio per le geografie immaginifiche dei giovani lettori, che a breve sarà presente alla fiera del libro di Torino dopo aver già partecipato alla kermesse bolognese. Nel frattempo alle Raccolte Frugone la mostra permette di avvicinarsi al linguaggio ad alto potenziale poetico di Junakovic. Oltre a una selezione delle tavole originali confluite nel volume «Cieli» l'esposizione presenta un estratto della prima personale dedicata in Italia all'artista croato (Zagabria, 1961), ordinata lo scorso anno al Pan di Napoli. Docente a Treviso, artista e illustratore di livello internazionale, Junakovic trascina nel suo «Circo volante» con la leggerezza dei saggi. Dipinti e sculture in terracotta narrano le peripezie quotidiane di un'umanità umida e perennemente in fieri, che al bivio tra paure e utopie sa muovere lo sguardo. Per ritrovare i propri miti, costruire nuove cattedrali, e armarsi d'ironia e belletto davanti allo specchio. Prima di calcare la scena per il più lungo degli atti, la propria vita, da giocare con un filo come un funambolo o a suon di frusta guardando ai domatori. Di questo e d'altro si parlerà dal 5 al 9 maggio, quando l'artista terrà un corso per giovani artisti e illustratori alle Raccolte Frugone. Qui e in tutto il polo museale di Nervi, d'altronde, dialogo, gioco e voglia di sperimentazione sono all'ordine del giorno. Con le collezioni che spesso si «intrattengono» con mostre temporanee di arte contemporanea. E con quell'attività didattica che fa ogni giorno approdare un pulmino con una nuova classe di bambini. Perché tra sguardi, parole e pratica s'imparano non «solo» nomi e stili, ma a vivere l'arte.