Ciellini in silenzio, forse non riapriranno più

Aggrediti, picchiati, minacciati, messi al «centro del mirino» con tanto di nomi e cognomi scritti sui muri e sugli striscioni. E dopo l’ultimo assalto, i ragazzi di Comunione e liberazione stanno pensando di gettare la spugna. Aggrediti dai soliti noti, sono stati costretti a chiudere lunedì e poi ancora mercoledì. Ieri la cartolibreria all’interno della Statale era ancora chiusa. Forse non riaprirà né domani né dopodomani. «Stiamo valutando» si limitano a dire i responsabili.
Per il resto nessun altro commento «Per evitare di far salire la tensione» spiega un portavoce dell’organizzazione. Ma forse sarebbe più opportuno dire perché i ciellini sono terrorizzati. Si sentono isolati, in balia di squadristi che fanno quel che vogliono. Non è bello vivere in un ambiente come la Statale, dove chiunque può entrare nella cartolibreria, prendere ciò che vuole, libri o fotocopie, e pagare poi il conto a sganassoni.
Hanno retto un paio di assalti poi l’altro pomeriggio hanno detto basta e quando i carabinieri hanno chiesto se volessero querelare gli aggressori hanno risposto «No grazie». Quindi se ne sono andati, sbarrando le porte della libreria, rimasta poi chiusa pure il giorno dopo. Anche perché proprio ieri era prevista la «Giornata contro Cl». Facile immaginare cosa sarebbe potuto succedere.
E oggi, e domani? «Valuteremo» risponde Cl, lasciando intendere di non sapere quando e se riaprire. Anche perché pesa sempre quell’intimidazione mafiosa nei confronti dei cinque ragazzi che denunciarono la rapina effettuata dagli anarchici il 3 ottobre. Si sono infatti ritrovati con i nomi scritti sugli striscioni, sui muri, dappertutto. «Fatto pericoloso oltre che inaccettabile» ha commentato Roberto De Cani, responsabile della Cusl. Lo sanno bene anche loro. Non sono eroi, né devono esserlo. Sono semplicemente quattro ragazzi e una ragazza, studenti della Statale, che alla sera tornano a casa e devono guardarsi le spalle per paura che qualcuno sbuchi dal buio.