«Dalla cima della Magnolia ora vedo un’Isola diversa»

Adesso è lei il capo di Magnolia. Cioè dell’Isola dei famosi, di X Factor, di MasterChef, dell’Eredità e di tanti altri programmi noti al pubblico tv. Da quando Giorgio Gori ha lasciato le cariche operative della società di produzione per gettarsi nell’avventura politica accanto a Matteo Renzi, Ilaria Dallatana ha ereditato tutti i suoi incarichi. E ora è una delle poche donne al vertice del mondo televisivo italiano: di ragazze e signore in video o che lavorano nelle trasmissioni ce ne sono moltissime, ma quelle ai posti di comando si contano su una mano: da Lorenza Lei, dg Rai a Sarah Varetto, direttore SkyTg24 a Gina Nieri, capo affari legali di Mediaset.
Ilaria ovviamente non compare dal nulla: è stata per un quindicennio braccio destro di Gori, prima a Italia Uno e Canale 5 e poi in Magnolia di cui è stata cofondatrice e di cui era già amministratore delegato da febbraio 2011. Da inizio dicembre è diventata Ceo del gruppo Zodiak (società De Agostini che controlla Magnolia) per tutto il Sud Europa.
Insomma, Ilaria, una successione naturale che, però, in Italia fa ancora notizia visto che protagonista ne è una donna.
«Appunto, fa notizia in Italia, dove resiste il maschilismo. Viaggio in molti Paesi: il problema del sesso di un amministratore non se lo pone nessuno. E comunque ormai la Magnolia è un gineceo: oltre a Francesca Canetta, la terza fondatrice dell’azienda, abbiamo altre produttrici nei posti chiave. E, a ben vedere, ci comanda a bacchetta la nostra segretaria...».
In ogni caso, Gori le ha lasciato un bell’impero sul groppone...
«Un inferno, tante ore di lavoro, spola continua tra Milano e Roma. Ma almeno non c’è più Giorgio che alle otto di mattina mi interroga: a quell’ora lui ha già letto tutti i giornali, mentre io dormo ancora...»
Che pensa della sua svolta politica? È stata una mossa azzardata visto che ora è tutto ibernato dal governo tecnico?
«La decisione di Giorgio non mi ha sorpreso: è un uomo che deve cambiare vita ogni dieci anni. Aveva portato a compimento un disegno, creare un’importante società di produzione e ora ha bisogno di gettarsi in un altro progetto».
Difficilmente però farà il ghostwriter di Renzi. Qual è il suo obiettivo?
«Certamente ha ambizioni maggiori di fare il ghostwriter, per ora ci sta pensando».
Viaggi continui, ritmi massacranti: ha rinunciato alla famiglia per arrivare ai vertici?
«No, semplicemente non è capitato. Come indole, fin da ragazzina, non ero portata a fare la mamma, e comunque questo non mi rattrista: nella vita non bisogna fare troppi bilanci di quello che non si è avuto. Certamente, però, devo dire che con dei bambini non potrei dedicarmi così tanto al lavoro. Comunque non mi mancano gli affetti, a partire dai miei genitori».
Come sarà la Magnolia di Ilaria Dallatana?
«Uguale a come è stata finora. Il mio imprinting è già molto forte. E poi la nostra azienda è quasi come una famiglia, con uno spirito di amicizia che va oltre il lavoro: un motivo del nostro successo».
E come vede la prossima edizione dell’Isola senza la Ventura?
«Per noi è una scommessa. Dopo molti anni, ovviamente il genere va rinnovato: per questo ci sarà un parte del cast con i vecchi concorrenti. Ma avrà anche altre sorprese e punteremo di più sul lato commedia, sui fatti ridicoli o spiritosi che possono accadere (non per niente si è scelto come successore di Simona Nicola Savino). Penso comunque che questa edizione sarà decisiva per deciderne il futuro».
I successi quest’anno sono venuti da «X Factor» versione Sky e da «MasterChef»...
«Certamente, due scelte molto azzeccate. Di MasterChef potrebbe arrivare anche la versione junior. Del resto questi prodotti per brillare hanno bisogno di reti moderne e aperte come Sky e La7. In tempi di crisi, sono la qualità e l’innovazione che pagano».
Mentre è più difficile affrontare le paludi Rai...
«Ma alla fine quando lavori gomito a gomito con i singoli, vengono fuori ottime cose. Con il direttore di Raidue Pasquale D’Alessandro abbiamo un buon rapporto, come anche con il nuovo responsabile dell’intrattenimento Giancarlo Leone che mostra molto interesse sul piano innovazione».
Mediaset resta invece una porta chiusa per voi (producete solo «Camera cafè»).
«Sì, è un regno naturale di Endemol, essendo azienda di famiglia. Ma mi auguro che, in questa nuova situazione di mercato, si apra di più ai produttori esterni».
Anche perché Mediaset potrebbe uscire dalla proprietà di Endemol.
«Si vedrà. Comunque l’indebitamento di quella azienda mi pare sia da inquadrare nella generale crisi del sistema finanziario di questi anni».
Lei è laureata in lettere classiche, ma si fa un vanto di aver prodotto «L’isola»...
«Certamente. Non mi vergogno di fare prodotti popolari. Anzi, esagero, penso che l’Isola sia un po’ la mia Recherche: in quel reality ci sono gli ingredienti che si possono trovare nel grande romanzo di Proust, personaggi, giochi, amori, liti, incomprensioni, una rappresentazione dell’umanità: ha molte più chiavi di lettura di altri reality come il Grande fratello».