Cimbri: «La proposta sui concambi è semplificabile»

Il futuro del salvataggio Fonsai, se c’è, si decide oggi al cda di Unipol chiamato a esprimersi sui concambi della fusione. Ieri a Milano, in un vertice allo studio Pedersoli, si sono visti l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, con quello di Fonsai, Emanuele Erbetta, e il dg Piergiorgio Peluso: «La proposta è un po’ complessa. Oggi ce l’hanno spiegata. È semplificabile», si è limitato a commentare Cimbri. «Domani (oggi, ndr) c’è un cda, che valuterà». Il riferimento è alle numerose clausole poste da Fonsai nella propria proposta sui concambi: da quelle che riservano le plusvalenze immobiliari Fonsai ai soci attuali, all’indisponibilità a un’eventuale ricapitalizzazione di Unipol Banca fino ai dubbi sui prodotti strutturati di Bologna.
In parallelo, è proseguito il pressing delle banche creditrici di Premafin per spingere i riottosi Ligresti a chiudere l’accordo con il gruppo di Bologna, senza il quale gli istituti guidati da Unicredit sono pronti a escutere il pegno sulle azioni Fonsai. E se l’assemblea di Premafin non potrà approvare il 12 giugno il bilancio in continuità aziendale per la società si aprirà la strada del fallimento.
La proposta stilata da Fonsai assegna a Unipol il 61% del futuro gruppo, a Fonsai il 27,45%, alla Milano il 10,7% e a Premafin lo 0,85%. Restano poi gli scogli della decisione Consob sull’Opa Milano e dell’Antitrust.