Cimice nella stanza dei bottoni, il Comune: "Ora diteci chi ci spia"

Giallo a Palazzo Marino, il dispositivo è stato trovato sotto il tavolo del city manager Sala. La
procura apre un’inchiesta. Via a una nuova serie di bonifiche
lalo. All’interno dell’ufficio sono decise le strategie e gli incontri più delicati della Moratti

Le intercettazioni serpeggiano anche nelle stanze di Palazzo Marino. Durante l’ultima bonifica è stata trovata una cimice sotto il tavolo di Giuseppe Sala, braccio destro del sindaco Moratti, da gennaio successore di Giampiero Borghini. È lì, nel suo ufficio, che si decidono le strategie, che si organizzano alcuni degli incontri più delicati. È lì che passano i documenti sul personale del Comune o le pratiche delle municipalizzate. Qualcuno ha voluto spiare all’interno delle stanze dei bottoni ed ha approfittato di un cambio di mobili per piazzare la microspia. Da qualche tempo le conversazioni del city manager Sala venivano ascoltate quotidianamente. Ma pare che negli ultimi mesi nel suo ufficio, al secondo piano di piazza Scala, non siano avvenute riunioni con il sindaco.
La cimice è stata scoperta tra la fine di agosto ed i primi di settembre, quando Sala è rientrato dalle vacanze, nel corso di una bonifica già richiesta a luglio dal segretario generale Giuseppe Mele. Sono stati passati al setaccio tutti gli uffici del secondo piano, dove hanno sede la segreteria generale e la direzione generale. E dove, fino a qualche mese fa, aveva l’ufficio Rita Amabile, la super dirigente indagata nell’inchiesta sugli stipendi d’oro. Non si esclude quindi che la cimice sia stata piazzata proprio per avere informazioni sulla vicenda dei maxi incarichi, ed abbandonata al termine dell’inchiesta. Oppure, e appare più probabile, è stata nascosta solo quest’estate, approfittando della sostituzione di alcuni arredi.
La Procura sostiene che la cimice dai primi accertamenti non è del genere che essa utilizza abitualmente per le intercettazioni ambientali. Ma è anche vero che la Procura si appoggia spesso ad appalti esterni che impiegano microspie di ogni genere. E se si trattasse di una microspia della Procura, difficilmente la Procura lo ammetterebbe subito. Per ora, comunque, è stata aperta una inchiesta a carico di ignoti condotta dal procuratore aggiunto Corrado Carnevali. Il reato ipotizzato, per ora a carico di ignoti, è interferenza illecita nella vita privata. Inoltre la magistratura disporrà una consulenza tecnica sulla cimice per cercare di capire da quale ditta è stata messa in commercio.
Per ora bocche cucite a Palazzo Marino e nell’entourage del sindaco. Sala, ex direttore generale di Telecom Italia - che sarà a breve chiamato a testimoniare in Procura - non parla. I suoi collaboratori, tuttavia, riferiscono che il city manager è sereno e continuerà a lavorare tranquillamente anche se non ha gradito la sorpresa al ritorno dalle ferie. L’unico a insorgere in un commento sulla vicenda è il vicesindaco Riccardo De Corato: «È accaduta una cosa sconcertante che ci lascia esterrefatti. Spero che la magistratura ci dia delle risposte celeri. È assurdo che il massimo dirigente dell’amministrazione sia stato messo in una situazione di questo genere».