Cimitero Monumentale, il metrò «sotterra» la pietà

A pochi giorni dal 2 novembre, il piazzale inagibile. La beffa dei pochissimi posti auto a pagamento anche per chi vuole portare un fiore ai propri cari. E i fioristi sono preoccupati: «Caleranno gli affari, ormai nessuno verrà più qui per cinque anni...»

Che i diritti del cittadino siano sempre destinati a finire in secondo piano è dato ormai accertato, ma una punta di stupore in più colpisce quando ciò avviene in nome di altri diritti riservati al cittadino. In questo caso trattasi di servizi. Per l'esattezza, trasporti. L'esempio è Milano, in uno dei suoi luoghi più belli anche se più tristi e malinconici. Il cimitero Monumentale, culla di capolavori e sculture di raro pregio. Dalla fine dell'estate è diventato terra di nessuno. Il piazzale antistante il camposanto è un percorso di guerra in nome di un progresso che prosegue a passi di lumaca finché la fretta non mette le ali anche ai pachidermi.
E la Milano che pensa a trasformarsi in vista di importanti eventi futuri (leggi, Expo) ha deciso di fare in fretta con il metrò, linea 5, che curiosamente sarà pronto prima della linea 4 ma fa niente... Misteri all'italiana. Ebbene, a pochi giorni dal 2 novembre, ricorrenza dei defunti, davanti al cimitero è impossibile posteggiare. Il suolo, o meglio l'intera area, è a disposizione degli scavi per la metropolitana e per i prossimi cinque anni non si prevedono cambiamenti. Dov'è l'errore? Apparentemente, tutto regolare. Niente fuori posto, tranne i dettagli. In realtà lo svarione è grosso e la mancanza di rispetto addirittura inquietante. Per tutto questo tempo infatti raggiungere il cimitero sarà un'odissea. Parcheggiare diventerà impossibile e andare a portare un fiore sulla tomba dei propri cari diventerà sempre più difficile. Ai limiti dell'impossibile.
Mission impossibile, dunque. Perché i collegamenti di superficie sono scomodissimi. Gli attraversamenti, pedonali e non, pericolosi e disagevoli. E perché i pochissimi posti auto (una decina in tutto o forse pochi di più) sono, beffa delle beffe, a pagamento. Perché è giusto e sacrosanto che la pietà umana per i defunti abbia un prezzo. Come tutto, del resto, in questo mondo da buttare... Quindi, chi se ne importa se qualcuno ha il viziaccio di andare a dire una preghiera sulla tomba di famiglia. Chi se ne importa se l'anziana vedova ha la maledetta abitudine di andare a trovare il marito defunto. Che se ne restasse a casa così, almeno d'inverno, si evita noiose influenze. E chi se ne frega perfino se qualcuno, in quel del Monumentale, lavora per vivere e trae sostentamento da chi porta un fiore sulla tomba di famiglia. I fioristi infatti verranno trasferiti pure loro. Dal lato destro della piazza andranno sul marciapiede davanti al cimitero, così neanche i pedoni passeranno più e gli affari dei fiorai finalmente decolleranno...
«Lavoreremo sempre meno - dice uno di loro - e ne pagheremo care le conseguenze. Con questi lavori e la piazza sottosopra verrà sempre meno gente. Nessuno può posteggiare e i milanesi finiranno per dimenticare i loro cari. Noi? Beh venderemo sempre meno. Speriamo di resistere, cinque anni così possono affondare chiunque». Il progresso però non si ferma. Chi vivrà (ed è il caso di dirlo) vedrà.