Al cimitero si rischia anche l’aggressione davanti alle tombe

Solo quattro custodi per sette strutture nel levante cittadino: così sono molte le persone anziane che temono per la propria sicurezza quando vanno a pregare sulle lapidi

(...) i tempi. In modo che i defunti possano essere collocati più vicino possibile al luogo di residenza. Impedire insomma che un nerviese venga tumulato a Oregina, o che i sampierdarenesi finiscano a Bogliasco. L'obiettivo resta unico: risparmiare particolari disagi ai familiari. Ma a proposito dello stato dei cimiteri genovesi, c'è una sorta di categoria doc, di prima e di seconda fascia, insomma. Detta così potrebbe sembrare un curioso controsenso, comunque è vero: non tutti i cimiteri sono sullo stesso livello. Alcuni offrono servizi extra, altri invece servizi ridotti. Tra i cimiteri più organizzati c'è sicuramente il camposanto Nervi 3 (via Del Commercio, 3), dove in un'atmosfera di esclusiva eleganza, un colombario (loculo a muro) al coperto in seconda fila, in concessione per quarant'anni, può arrivare a costare anche 6.283 euro. Chiaramente per una sola salma; se poi diventano due, ci vogliono 11.311 euro. E se mai si decidesse di acquistare prima di «passare a miglior vita», bisognerà aggiungere anche un canone annuale (cosiddetto concessione vivente) di ben 157,08 euro. «Siamo anche disposti a spendere cifre elevate - dichiara la signora Anna - purché garantiscano servizi adeguati. Sono due anni che mi batto, mi lamento per l'acqua che scende giù dalla galleria superiore. Per intenderci quella costruita nel 2002. Ma a nulla è servito. Ho chiamato diverse volte gli uffici dei servizi cimiteriali di corso Torino e abbiamo raccolto anche delle firme, ma tutto è uguale a prima. L'acqua piovana continua a cadere giù infiltrandosi nei colombari. Mi sono accorta poi che quando piove, le luci accanto alle perdite di acqua non si accendono. Probabilmente le spengono per evitare che salti tutto. E non credo sia giusto visto».
Ma a lamentarsi non è soltanto la signora Anna, ma anche Mirella e Fabio rispettivamente madre e figlio, che dichiarano di essersi pentiti di aver scelto Nervi 3 come cimitero. «Perché quando inizia a tirare vento e a piovere non c'è riparo». Complessivamente però in questo camposanto strutturato in terrazze di erbacce incolte non ce ne sono. Le fontanelle sono ben dislocate, così come le scale fisse e mobili, i contenitori per la raccolta dei rifiuti non mancano e soprattutto per i più anziani c'è anche un ascensore funzionante. La piccola chiesetta poi dà segni di cura. Improponibili sono invece i bagni, alcuni dei quali chiusi a chiave, un cartello sbiadito accanto all'ascensore indica infatti: «Chiuso per guasto. Altro gabinetto all'altezza del campo 1»; mentre quelli aperti al pubblico avrebbero bisogno di una grossa disinfestazione. «Credo sia importante sottolineare il fatto che le carenze di questo cimitero siano imputabili anche e soprattutto al fatto che il personale è insufficiente - si giustifica uno dei seppellitori comunali di Nervi 3 -. Dobbiamo provvedere alla pulizia, alla sepoltura, aprire e chiudere i cimiteri. A volte non abbiamo neanche il tempo di aiutare a spostare una scala a un anziano. Siamo soltanto quattro uomini e abbiamo l'obbligo di girare in sette diversi cimiteri: Quinto, Nervi 1, Nervi 2, Nervi 3, Sant'Ilario e quando serve anche nel cimitero di Apparizione e in quello di San Desiderio». La carenza di personale spiegano ancora gli addetti ai lavori è spesso causa del disagio di molti anziani che non si sentono sicuri tra queste terrazze. Non a caso non molto tempo fa due sorelle hanno denunciato un'aggressione e un borseggio da parte di ignoto. Ad addolcire un po' i visitatori di Nervi 3 c'è il buon funzionamento del servizio trasporti. Il 517 che collega Capolungo al cimitero di Nervi è abbastanza frequente e compatibile con gli orari di apertura e chiusura: tutti i giorni dalle 7.30 alle 17; mentre l'orario domenicale e festivo è dalle 7.30 alle 13 e dalle 8 alle 12.