«Il cimitero di Staglieno è una latrina per uccelli»

Nessuno pulisce gli escrementi che lordano le tombe Passaggi pedonali trasformati in viscidi trabocchetti

Francesco Gambaro

«È uno schifo - lo scriva -. Il cimitero di Staglieno è diventato una latrina a cielo aperto per colpa dei piccioni e delle tortore che insozzano dappertutto. Una cosa inammissibile per una città civile». Non è solo uno sfogo, ma una denuncia in piena regola quella di Vera Cametti, che punta il dito contro la sporcizia e lo squallore del camposanto.
Nel mirino della donna finiscono senz'altro i piccioni: «Per carità non dico di impallinarli, ma il problema in qualche modo va risolto e i piccioni eliminati. Evitiamo inutili pietismi». Ma le critiche non risparmiano neppure i responsabili del cimitero più grande di Genova. «Vengo a Staglieno tutte le settimane, ma non ho mai visto nessuno pulire, eppure si tratta di un monumento nazionale», accusa la donna, che ha la cappella dei suoi familiari nella galleria Sant'Antonino. Qui tortore e piccioni sono praticamente di casa, appollaiati (e quasi nascosti) sui bordi delle navate interne. Le tombe portano i «segni» tangibili della loro presenza. Anche fiori, piante e lumini sono regolarmente insozzati dagli escrementi dei colombi. Che mettono anche a repentaglio la sicurezza degli stessi passanti, facendoli scivolare, come è accaduto nei giorni scorsi a un'anziana signora, che se l'è cavata con un grande spavento, ma nessuna frattura. «È una situazione disumana, penso soprattutto alle tombe che costellano i pavimenti, le più danneggiate. Io in confronto sono una privilegiata, anche se davanti alla mia cappella le piastrelle sono tutte imbrattate», rincara la donna. Che di fronte alle sue rimostranze, si è sentita rispondere più di una volta all'ingresso del cimitero: «Signora si porti uno spazzolone, che non si può fare nient'altro».
Contro i piccioni «killer», in realtà una soluzione ci sarebbe. «A Milano le tombe vengono protette da apposite reti. Perché non farlo anche a Genova?» si domanda Vera, in buona compagnia. Le fanno eco due donne che abbiamo incontrato per caso sabato mattina, all'interno della galleria Sant'Antonino. Sono arrivate a Staglieno pochi minuti prima delle 10. «È da un'ora che stiamo pulendo le tombe dagli escrementi di tortore e piccioni, ma se non venissimo tutte le settimane sarebbe anche peggio. Per disfare i nidi, forse bisognerebbe chiamare i pompieri», rivela la signora Morando Boero. Lei e l'amica più di una volta hanno segnalato il problema ai responsabili del cimitero, «ma - mi creda - è come parlare con i muri». Tanto che le due donne ormai si sono rassegnate a far da sole: olio di gomito e detersivo per neutralizzare gli «attacchi» quotidiani dei colombi. Con l'accortezza di fasciare i fiori finti, adagiati sulle tombe, con sacchetti di nylon anti - piccioni. Ma a volte non basta: «È uno sconcio - afferma la signora Lia -, ancor più d'inverno quando i piccioni si riparano dietro le navate. Ma Staglieno lo è o no un cimitero monumentale?».