Cimoli alla ricerca di altri azionisti per la «sua» Volare

Lorenzo Riva (Finarte) guida la nuova compagnia. Rivisto il sovrapprezzo-petrolio su metà dei collegamenti di Alitalia

Paolo Stefanato

da Milano

È stata formalizzata giovedì notte, dopo un’ultima trattativa durata 10 ore, la cessione del ramo d’azienda di Volare all’Alitalia, che ieri ha versato al commissario straordinario Carlo Rinaldini un assegno di 38 milioni, più 1,5 di spese di registro. Il commissario aveva già provveduto a pagare gli stipendi di Volare relativi a febbraio, ieri ha liquidato quelli di marzo. I diritti di volo sono stati «girati» dall’Enac senza soluzione di continuità, e l’operatività della compagnia non subirà battute d’arresto. Alla procedura andrà una cifra prossima ai 20 milioni, cui si aggiungeranno i proventi delle revocatorie in corso (del valore di 250 milioni). Il «buco» lasciato dalla precedente gestione ammonta all’incirca a 500 milioni.
L’Alitalia, che ha subito notificato l’operazione all’Antitrust, ha provveduto a costituire una nuova spa denominata Volare, che è stata affidata a un amministratore unico, Lorenzo Riva, che oggi è amministratore delegato di Finarte. Riva, esperto di finanza, ha già collaborato con l’Alitalia e da lunga data ha uno stretto rapporto di fiducia con il presidente e ad Giancarlo Cimoli. Il suo compito sarà quello di sviluppare sia l’attività di linea in regime di low cost, sia l’attività charter. Secondo indiscrezioni, l’intenzione di Cimoli è quella di creare due società aprendo il capitale, almeno in quella charter, a nuovi soci.
Ieri l’Alitalia ha annunciato una revisione del sovrapprezzo petrolio; nei collegamenti verso 22 Paesi (Europa e bacino del Mediterraneo) è stato diminuito del 30-50%, da e per Stati Uniti, Canada e Marocco è stato aumentato tra il 10 e il 33%; verso altri 24 Paesi è rimasto inalterato. Si tratta di una manovra tariffaria, di un aggiustamento secondo i flussi di domanda e offerta, che non ha riferimento con l’andamento di questi giorni del prezzo del greggio. L’Alitalia, come si ricorderà, dopo la ricapitalizzazione ha provveduto a stipulare coperture assicurative sulla metà dei propri consumi, prevedendo per il carburante un prezzo di 60 dollari per il 2006, di 57 per il 2007, di 55 per il 2008. Di ieri la notizia che Lehman Brothers è entrata nel capitale di Alitalia con il 4,022%.