Cimoli rivede le previsioni: utile dal 2006

Paolo Stefanato

da Milano

Alitalia intende essere un «network carrier» ad alta efficienza. Né un vettore globale, di cui non ha le dimensioni, né una low cost, di cui non ha la vocazione. L’alta efficienza è un obiettivo a portata di mano: ne è sicuro Giancarlo Cimoli, presidente e ad, che ieri ha presentato le nuove linee del piano industriale (quelle approvate la settimana scorsa dal cda) a una platea di analisti finanziari. Si è trattato quasi di un avvio di road show, visto che la compagnia è prossima a un aumento di capitale il quale, oltre a portare ingenti risorse finanziarie, sancirà la privatizzazione; o, più precisamente, la discesa del Tesoro sotto la maggioranza assoluta. Ancora una volta è stato sottolineato come la chiave del rilancio sia lo scorporo delle attività «non-volo» nella nuova realtà di Alitalia Servizi, a maggioranza Fintecna (che a fine piano, nel 2008, deterrà il 70% del capitale complessivo), alla quale sono stati «girati» 8.600 dipendenti (dei 20.500 totali) oltre a debiti non finanziari relativi alle attività scorporate. Alitalia Servizi sarà deconsolidata; ma per ora l’ingresso di Fintecna nel capitale non è avvenuto. Dopo le riduzioni di personale (o misure equivalenti) appena concordate con il sindacato e in corso di adozione nel 2005, Alitalia (quella «volo», quotata) avrà 8.600 dipendenti nel 2006 e 9.600, in virtù di un incremento di attività, nel 2008. Interessante osservare l’incidenza del costo del lavoro tra il 2004 e il 2008: dal 29% sulle vendite dello scorso anno, si scende al 21% dopo lo scorporo, al 14% nel 2006, al 12% nel 2008. Questi numeri incorporano anche l’aumento di produttività richiesto all’azienda, con personale chiamato a lavorare maggiormente (per i piloti è previsto un terzo di ore in più tra 2004 e 2008), su aerei che aumenteranno di numero e che voleranno mediamente di più, su rotte che aumenteranno in numero e in frequenze: caduti i vincoli temporanei posti dall’Ue, gli aerei di lungo raggio cresceranno da 23 a 30, quelli di breve-medio da 155 a 162, con uno svecchiamento e un maggiore utilizzo della flotta. I risultati si cominciano a vedere: nel primo semestre del 2005 Alitalia (quinto vettore europeo per capacità) ha aumentato l’offerta del 15%: più dei concorrenti. E i dati economici migliorati hanno permesso a Cimoli di promettere il ritorno all’utile nel 2006, quando l’obiettivo finora era «solo» il pareggio.