Cin cin in bianco e nero con i capolavori del grande Chaplin

A qualcuno farà scattare il ricordo di qualche Natale del passato, perchè nei palinsesti televisivi del 25 dicembre raramente mancava un film con protagonista Charlot. E’ apparso, così, come uno scherzo del destino il fatto che Charlie Chaplin sia venuto a mancare proprio nel giorno di Natale di 32 anni fa, lasciando un vuoto incolmabile in tutti quelli che adorano la settima arte. Ma forse no, non si è trattato di scherzo perchè, se ci pensate, Natale è pura magia, esattamente come quella che ti lega alla poltrona ogni volta che rivedi, magari per la decima volta, uno dei suoi film, scoprendoti a ridere (amaramente) come se fosse la prima, affascinato dalla sua maschera universale, dalla sua mimica ineguagliabile, dalla sua poesia. Così come non è un caso, ma un matrimonio quasi inevitabile, che una istituzione benemerita per il cinema milanese come la Fondazione Cineteca Italiana abbia deciso di festeggiare il Natale con i suoi fedeli spettatori proprio in compagnia di Charlot. Domani, infatti, allo Spazio Oberdan, si celebrerà, in una sola giornata, «Brindisi di Natale con Charlie Chaplin»; e quale regalo gradito per i cinefili il fatto di aver inserito, nel programma, anche la proiezione di quattro rarissimi cortometraggi, tutti risalenti al 1914. Si parte sul sicuro, alle 16.30, con Il grande dittatore che viene considerata una satira sul nazifascismo tranne dimenticarsi che venne pensata nel ’38 e girata nel 1940. Non a caso, per Chaplin costituì, in seguito, quasi un dispiacere il tono da commedia utilizzato in rapporto a una tragedia che, all’epoca, non era stata «ingenuamente» ancora capita nella sua portata. Il grande dittatore, oltre a colpire per la straordinaria somiglianza di Charlot con Hitler, segnò anche una svolta importante nella sua carriera perchè fu il suo primo film parlato (anche se poco). Alle 19, si accendono le Luci della città, anno 1931, ultimo tentativo del grande Chaplin di resistere all’avanzare del sonoro. Ci mise tre anni a girare questa commedia tragica, tipicamente chapliniana, rifacendo intere sequenze per un totale di centomila metri di pellicola. Il risultato fu un capolavoro immortale che assieme a La febbre dell’oro rappresenta la sua «summa». Le chicche, come detto, arrivano dalle 21 quando sfileranno, nell’ordine, le copie restaurate di quattro cortometraggi del 1914 che lasciano intravvedere l’enorme talento e versatilità di questo straordinario maestro. Insolito, se volete, è The Face on the Bar Room Floor nel quale un giovanotto si innamora di una donna che lo abbandona. La ritroverà, maritata e con prole e, soprattutto, appesantita; il tutto ringraziando il cielo per la cattiva sorte cui è sfuggito. Anarchico è Laughing Gas che, attraverso la figura di un assistente dentista, prende di mira e dissacra l’ordine costituito. Mabel’s Married Life, rappresentò una piccola svolta nella sua carriera perchè da quel momento diresse da solo tutti i suoi film. Infine, Mabel’s Busy Day, ambientato all’interno di un circuito automobilistico, si dipana tra inseguimenti, zuffe e rappacificazioni. Ad accompagnare le proiezioni, le musiche dal vivo di Antonio Zambrini. Al termine, brindisi augurale con spumante e panettone per tutti gli intervenuti.