Un cin cin irrituale alla finnica, freddo e preciso

nostro inviato a Magny Cours

9 a Raikkonen. Gli è mancata la pole, ma per il resto ha fatto gara perfettamente in sintonia con il suo carattere: fredda e precisa. Al via, finalmente, ha sbugiardato chi lo dava bollito davanti al semaforo e in gara è rimasto sempre incollato a Massa. Poi quel giro record prima del secondo pit stop. Fuoriclasse sul podio: gli altri spruzzavano champagne, lui se lo beveva. Chapeau.
7,5 a Massa. Grande di sabato con la pole, bravo ieri in gara, ma sul suo viso scuro a fine corse incombe l’ombra di quel giro soporifero mentre il compagno pestava sull’acceleratore. Gli è costato la vittoria.
6,5 ad Hamilton. Si è fatto pirlare al via dimostrandosi, finalmente, umano. Meno male, visto che la Formula 1 stava già avviando indagini approfondite per capire dove il ragazzo va a farsi fare il tagliando.
6,5 ad Alonso. Per quello che ci ha dato quanto a emozioni, sorpassi, errori, sgasate e rischi, meriterebbe 10. Tanto più che correva con il lutto al braccio per l’amico morto in elicottero. Però la gara è stata scellerata e la frase finale non gli ha fatto onore: «Meno male che non ha vinto Hamilton».
7 ad Heidfeld. Si veda alla voce Alonso: è lui che più di tutti ha fatto impazzire lo spagnolo. Un vero benemerito per questa Formula 1 alla ricerca dello spettacolo e dei sorpassi.
8 a Kubica. Rientrare in F1 dopo aver visto la morte in faccia e finire sotto il podio subito dietro ai missili Ferrari e McLaren vale una vittoria. Forse di più.
6,5 a Fisichella. Ha fatto quel che poteva, ma gli brucia, e brucia a Briatore, l’aver subìto il sorpasso di Heidfeld. Non perché il ragazzo sia antipatico, ma perché guida la Bmw rivale diretta, quest’anno, della Renault.
4 a Trulli. Disastro al via, palla da bowling che ha fatto strike sul povero Kovalainen.
2 ad Albers. Sradicare il tubo del rifornimento, sventolandolo come una pompa da giardino impazzita, sbatacchiandolo qua e là addosso ai meccanici (per fortuna indossano tute e caschi) non è stata cosa bella. Tanto più che simile fretta di ripartire non si capisce: si stava forse giocando il podio?