Cina, 10 anni a dissidente: criticava il regime sul web

Condannato per gli scritti su internet che inneggiavano alla democrazia

da Pechino

Un giovane dissidente è stato condannato in Cina a dieci anni di carcere per avere pubblicato su Internet scritti contro il governo comunista cinese. Il Tribunale del popolo della provincia dello Shandong ha riconosciuto Ren Ziyuan, 28 anni, insegnante, colpevole di sovversione per il suo pamphlet “La strada verso la democrazia” e per altri articoli. Secondo l’organizzazione “Human Rights Watch”, la tesi sostenuta da Ren è che il popolo ha diritto di rovesciare con la forza i tiranni. Il giovane era stato arrestato in maggio a Shandong.
Pechino continua dunque nella sua campagna contro il movimento di dissidenza che sempre più affida la propria voce a Internet. Pochi giorni fa un altro dissidente della regione di Shandong, Li Jianping, era stato accusato del reato di «incitazione alla sovversione del potere dello Stato» per alcune pubblicazioni su siti Web cinesi che hanno sede in altri Paesi.
Se l’è invece cavata, ma probabilmente più che altro per motivi diplomatici, Zhao Yan, collaboratore del New York Times, sotto processo con l’accusa di avere rivelato segreti di Stato. Yan aveva lavorato per il quotidiano americano prima dell’arresto, avvenuto nel settembre del 2004. La sua colpa: avere parlato della rivalità tra l’ex presidente cinese Jiang Zemin e il suo successore Hu Jintao. Il caso Yan rischiava di gettare un’ombra sul viaggio che il presidente Hu farà negli Stati Uniti nel prossimo mese.