Cina, 15mila vittime I dispersi sono 70mila

Ma si teme una catastrofe peggiore. A Yungxiu, 10mila abitanti, i morti sono 7.700. Ancora irraggiugibile Shuimo (20mila residenti). Appello del Papa

Pechino - Continua a crescere il bilancio delle vittime del terremoto che lunedì ha colpito la regione del Sichuan, nella Cina occidentale. I militari che ieri sono riusciti a raggiungere il piccolo centro di Yingxiu nella contea di Wenchuan, l’epicentro del sisma, hanno trovato poco più di 2mila sopravvissuti su una popolazione di circa 10mila persone. Con i cadaveri estratti oggi dalle macerie in diverse località del Sichuan il numero delle vittime potrebbe toccare le 20mila, anche se i dati ufficiali parlano di 14.866 persone uccise. E le altre cifre diffuse dall'agenzia di Stato Nuova Cina lasciano intravedere i contorni di una catastrofe: 14.051 i dispersi, 25.788 le persone rimaste sepolte sotto le macerie. E nella sola città di Shifang ci sono oltre 30mila dispersi.

L'epicentro Le dimensioni della catastrofe lasciata nel sud-ovest della Cina dal terremoto si sintetizzano nella situazione di Yingxiu, cittadina della contea di Wenchuan situata a ridosso dell’epicentro del sisma: su 10mila abitanti che Yingxiu contava prima del disastro, ne sono rimasti in vita appena 2.300; i morti ammontano infatti a 7.700 e, tra i superstiti, oltre mille lamentano gravi lesioni. Lo ha reso noto He Biao, sottosegretario generale dell’amministrazione della preferettura di Aba, nel cui territorio è compresa la contea maggiormente devastata. "La situazione a Yingxiu è disperata" ha dichiarato He, citato dall’agenzia di stampa Nuova Cina. Si ignora invece il numero delle vittime in una località vicina, Shuimo, dove fino all’altroieri vivevano circa 20mila persone: le onde sismiche hanno infatti reso completamente inagibili ponti e strade, e le squadre di soccorso non sono ancora riuscite a raggiungerla. La popolazione resta priva di assistenza, senza rifornimenti di viveri, acqua potabile né farmaci. Sempre nel Sichuan ci sono almeno 19mila persone sepolte sotto alle macerie soltanto nella zona circostante la città di Mianyang.

Soccorsi dagli elicotteri Elicotteri dell’ esercito cinese hanno paracadutato casse di tende, medicinali e viveri su Yingxiu, la cittadina completamente distrutta dal terremoto di lunedì scorso. È la prima volta dall’ inizio delle operazioni di soccorso che gli elicotteri possono volare. In precedenza, il maltempo aveva impedito di utilizzarli. E un primo gruppo di cento paracadutisti è stato inviato nelle zone ancora inaccessibili della Cina occidentale. I soldati, scrive l’agenzia Nuova Cina, sono atterrati nel distretto di Maoxian, pochi chilometri a nord dell’epicentro del sisma, che è stato localizzato a Wenchuan. Provviste, medicine e tende verranno paracaduti in voli successivi dagli elicotteri dell’ esercito. Il primo ministro Wen Jiabao, che dirige personalmente le operazioni, ha ordinato che venga raddoppiata la presenza dei militari nella regione colpita, quella del Sichuan, e ora sono 100mila i soldati impegnati nei soccorsi.

Il Papa "Appello" del Papa per "le popolazioni del Sichuan e delle provincie limitrofe in Cina, duramente colpite dal terremoto che ha causato gravi perdite in vite umane, numerosissimi dispersi e danni incalcolabili". Bendetto XVI prega per i morti, è "spiritualmente vicino alle persone provate" e auspica che il Signore "voglia concedere sostegno a tutti coloro che sono impegnati nel far fronte alle esigenze immediate del soccorso". Lo ha detto al termine dell’udienza generale.