Cina, 3 anni a reporter del «New York Times»

Pechino. Da due anni in carcere, Zhao Yan, il reporter cinese del New York Times, è stato condannato ieri a tre anni di prigione per truffa dal Tribunale intermedio del popolo n. 2 di Pechino. In uno sviluppo insolito per il sistema giudiziario cinese, Zhao è stato però assolto dal reato per il quale era stato arrestato nel settembre del 2004, quello di «rivelazione a stranieri di un segreto di Stato». La condanna del collaboratore del prestigioso quotidiano americano giunge mentre è in corso una stretta repressiva contro gli esponenti del «nuovo dissenso», che usano mezzi legali e non violenti di protesta. Giovedì un tribunale della provincia dello Shandong ha inflitto più di quattro anni di prigione all’attivista cieco Chen Guangcheng, colpevole di aver causato «danni a beni di proprietà privata» e di «istigazione a resistere alla forza pubblica». Chen un anno fa aveva denunciato la pratica degli aborti e delle sterilizzazioni forzate nella provincia.