Cina, 30enne muore dopo tre giorni di videogame

Ha trascorso 72 ore davanti allo schermo di un pc a giocare con un videogame online, di cui non si conosce il nome. In Cina la web-dipendenza è un male molto diffuso tra i giovani

Pechino - Giocare fino a morire. Sembra una cosa impossibile, eppure è questa secondo gli inquirenti la causa della morte di un uomo di 30 anni, deceduto dopo aver giocato ininterrottamente per tre giorni al computer in un cybercafé di Guangzhou, nella Cina meridionale.

72 ore di videogiochi Stroncato dal troppo web: questa sembrerebbe l’ipotesi più probabile secondo i giornali locali che hanno riportato la notizia. L’uomo si è sentito male sabato scorso, dopo aver passato 72 ore consecutive su Internet. Trasportato in ospedale, non è riuscito a superare la crisi. Il personale medico ha confermato che il troppo tempo trascorso su Internet potrebbe avergli causato problemi cardiaci. Non si conosce, al momento, quale sia il gioco online che ha tenuto il giovane incollato allo schermo fino all’esito fatale.

La web-dipendenza cinese Attualmente, gli internauti in Cina sono circa 163 milioni. La web-dipendenza, diffusa soprattutto tra i ragazzi, è una delle maggiori preoccupazioni del governo, che ha cercato di correre ai ripari con una serie di provvedimenti ad hoc. L’apertura di nuovi cybercaffè è stata vietata e sono stati imposti limiti di tempo ai giochi online. Veri e propri centri di disintossicazione, inoltre, sono sorti per aiutare i "drogati della rete" a liberarsi dalla propria dipendenza. Ad aprile, infine, il presidente Hu Jintao ha lanciato una campagna per la "purificazione" della Rete. Obiettivo: eliminare i contenuti immorali che circolano sul web. Un repulisti che non ha colpito solo il materiale pornografico online, ma anche i siti politicamente "scorretti", ovvero quelli che non diffondono i valori del Partito comunista.