La Cina del ’37 nelle foto del marò

Chiara Ennas

Dallo scantinato di un palazzo di Santa Margherita è spuntato un tesoro inestimabile: quattro album di fotografie, documenti importanti per ricostruire un pezzo di storia, quello della Marina militare italiana e straniera degli anni Trenta. Nei film e nei racconti è luogo comune che i bauli siano muti contenitori di segreti, di ricordi di vite intere, di solito allocati nelle cantine o nelle soffitte, ricoperti di polvere decennale se non secolare. Insomma il baule con il tesoro dei pirati alla Stevenson, con il corredo della nonna, o con vecchi libri ormai rosicchiati dalle tarme e ingialliti, oppure plichi di lettere e di fotografie.
Ebbene è quello che è successo a Santa Margherita. Nelle pagine degli album più di cinquecento fotografie scattate dal marò Natale Cocchi, imbarcato sulla real nave Lepanto, a Shangai e lungo il fiume Yang-Tze-Kiang. I quattro album sono un vero e proprio tesoro perchè poco si sapeva della missione della nostra Marina nel 1937 per difendere gli interessi economici italiani durante la guerra fra Cina e Giappone. Gli altri paesi fecero altrettanto, e le immagini lo testimoniano, viste le raffigurazione di molte unità navali straniere. Insomma non «le solite fotografie stereotipate di commilitoni sconosciuti e inquadrature turistiche» afferma Maurizio Brescia, studioso e ricercatore storico savonese, cui i figli di Natale Cocchi hanno messo a diposizione gli album, parte dei quali verrà presto pubblicata su riviste specializzate di tutto il mondo e che sono stati donati ieri al Comune.
L’unicità della collezione sta anche nel fatto che essa testimonia «con un’attitudine quasi giornalistica la vita quotidiana, panorami, monumenti, “bellezze locali“ - continua Brescia - dandole enorme valore nel campo della documentazione iconografica».