Cina, almeno 71mila vittime. Oltre 200 soccorritori travolti

L'ultimo bilancio del terremoto fornito dai responsabili della provincia del Sichuan. El Paese si ferma: 3 minuti di silenzio e tre giorni di lutto nazionale<br />

Pechino - Una forte scossa di assestamento, di magnitudo 5,4 sulla scala Richter, ha colpito la provincia sud occidentale cinese del Sichuan alle 14.06 (ora locale), secondo il Centro sismologico cinese. Più di 20 scosse di assestamento superiori a magnitudo 5 hanno colpito l’area del Sichuan dopo il devastante terremoto di magnitudo 7,9 del 12 maggio. Intanto, sale ad almeno 71mila fra morti e dispersi il bilancio del terremoto che una settimana fa ha colpito la provincia cinese del Sichuan. Un tragico bilancio che non lascia indenni nemmeno 200 soccorritori che, portando il loro aiuto alle zone della Cina colpite dal terremoto, sono rimasti sepolti da una ondata di fango.

Oltre 200 soccorritori travolti Più di 200 soccorritori che stavano lavorando al recupero dei corpi delle vittime del terremoto che la settimana scorsa ha colpito la Cina sono rimasti sepolti sotto una valanga di fango negli ultimi due giorni, secondo quanto riferito dal ministero dei Trasporti. Nessun altro dettaglio dell’incidente è disponibile al momento. Né è ancora chiaro se qualcuno dei soccorritori sepolti sia stato recuperato vivo. Dalla potente scossa di terremoto che ha colpito la Cina la settimana scorsa sono già avvenuti numerosi episodi di smottamenti e molti fiumi sono stati bloccati minacciando di rompere gli argini.

La commemorazione di Pechino A una settimana dal devastante sisma che ha messo in ginocchio l’area sud-occidentale del Paese, la Cina si ferma in segno di lutto e piange le sue vittime. Bandiere a mezz’asta, stop al tour della torcia olimpica, borse chiuse; e alle 14:28 del pomeriggio (le 08:28 in Italia) - quando sarà una settimana esatta dal sisma - il Paese intero si fermerà in silenzio per tre minuti, in ricordo delle vittime (ormai oltre 32mila quelle accertate, 50mila quelle previste). E con una solenne cerimonia telestrasmessa in diretta, i soldati cinesi innalzeranno come ogni giorno la bandiera nella piazza di Tiananmen e poi l’abbasseranno a mezz’asta. Bandiere a mezz’asta anche a Hong Kong e nelle ambasciate cinesi all’estero. Il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Il percorso della torcia, che oggi doveva raggiungere la città di Jiazing, nella provincia orientale di Zhehiang, per continuare domani e dopo, giorni 20 e 21, a Shanghai, sarà rimandato fino a giovedì. Chiuse anche le borse di Shanghai e Shenzen e i future sulle materie prime a Shanghai, Zhengzhou e Daliaran sospenderanno temporaneamente le contrattazioni alle 2:28 del pomeriggio. E mentre il governo ha corretto la misurazione della magnitudo del terremoto che ha sconvolto la provincia del Sichuan (non più 7,8 gradi della scala aperta di Richter, ma 8 gradi), ancora si trovano persone vive sotto le macerie: due donne (una 61enne nella contea di Beichuan e l’altra, 50enne, nella città di Deyang) sono estratte ancora in vita dopo quasi una settimana dal sisma.

Il rischio epidemia Adesso il Paese fronteggia il rischio epidemia: il ministro della sanità ha detto che finora non si sono registrati focolai ma gli sforzi si concentrano su un piano di disinfestazione a tappeto. Nella zona, oltre a 200.000 tra militari e poliziotti, lavorano 37.000 membri del personale sanitario tutto cinese; e da venerdì, quattro giorni dopo la tragedia, sono arrivate anche le equipe d’emergenza inviati da Giappone, Singapore, Corea del Sud e Russia, che hanno sofisticate tecnologie per la ricerca delle persone sepolte vive. Ieri sono arrivati in Cina anche gli aiuti umanitari disposti dal governo italiano. Ma le piogge annunciate per questa settimana dal servizio meteorologico nazionale potrebbero complicare le operazioni di soccorso. Oggi il presidente Hu Jintao, ha visitato la località di Shifang, la quarta in cui si reca da quando venerdì è arrivato nella zona del diasastro, dando il cambio al premier Wen Jiabao, rientrato a Pechino per coordinare le operazioni di soccorso.

Allevamenti e colture distrutte Il sisma ha ucciso 12,5 milioni di animali da allevamento, soprattutto pollame, distrutto coltivazioni di ortaggi e grano e danneggiato i sistemi di irrigazione delle risaie. Stando a quanto precisato dal ministero dell’Agricoltura, sono andati distrutti oltre 12mila ettari di terra coltivati a ortaggi e oltre 10mila ettari a grano, mentre i danni al sistema di irrigazioni mettono a rischio le colture di riso su 100mila ettari di risaie. Il viceministro all’Agricoltura, Wei Chaòan, ha precisato all’agenzia di stampa Xinhua che le perdite animali non dovrebbero avere effetti sulle riserve alimentari, perchè rappresentano una piccola percentuale degli oltre 1,5 miliardi di volativi allevati quest’anno nella provincia di Sichuan. La provincia garantisce di solito il 6% del grano e il 5% degli ortaggi prodotti dalla Cina, ha precisato Wei.