Cina: attacco nello Xinjiang, uccise tre guardie

Ancora violenza nel nord ovest della Cina. Tre uomini della sicuerezza sono stati uccisi e un'altro è rimasto ferito a Kagshar, la città di frontiera già teatro di una strage il 4 agosto. Il regime di Pechino ha imputato la strage a una minoranza indipendentista di fede musulmana

Pechino - Mentre a Pechino sono in corso i Giochi olimpici nel nord-ovest della Cina si muore ancora: tre guardie di sicurezza sono state assassinate e una quarta è rimasta ferita a un posto di blocco stradale nei pressi di Kashgar, la città di frontiera che il 4 agosto scorso fu teatro dell’assalto in cui persero la vita sedici poliziotti, e altrettante persone riportarono lesioni.

Dinamica
La strage è stata resa nota dall'agenzia di stampa cinese "Xinhua", secondo cui gli assalitori sono balzati giù dal veicolo con il quale stavano attraversando il varco, e hanno colpito gli agenti a coltellate. Si tratta del terzo episodio di sangue in poco più di una settimana nello Xinjiang: due giorni fa a Kuga, nella parte sud della regione autonoma nota un tempo come Turkestan Orientale, un attentato dinamitardo seguito da una sparatoria contro una caserma della polizia aveva provocato almeno undici morti. La strage è stata imputata dal regime di Pechino a separatisti di etnia uigura, minoranza turcofona di fede musulmana concentrata proprio nello Xinjiang. Gli indipendentisti del Partito Islamico del Turkestan hanno minacciato altre azioni in coincidenza con lo svolgimento della XXIX Olimpiade.