Cina, braccio di ferro sui diritti umani

L'organizzazione umanitaria denuncia l'aumento della repressione. Pechino rispedisce al mittente ogni accusa: "Solo pregiudizi contro di noi". Intanto la fiaccola olimpica arriva in Turchia. Parigi prepara un'accoglienza "polemica" della torcia. Nuovo appello del Dalai Lama alla comunità internazionale

Pechino - Prosegue il braccio di ferro tra la Cina e la comunità internazionale. Il motivo del contendere è sempre lo stesso, la repressione in Tibet e i diritti umani. Pechino risponde negando ogni accusa. Amnesty international sostiene che a quattro mesi dalle olimpiadi la repressione nei confronti degli attivisti per i diritti umani in Cina sta aumentando. Fatta questa premessa Amnesty accusa direttamente i politici di tutto il mondo e il Cio (Comitato olimpico internazionale): sono complici di una "cospirazione del silenzio" se non si esprimono contro questa repressione, osserva l’organizzazione in un rapporto intitolato "Il conto alla rovescia olimpico - la repressione degli attivisti minaccia i Giochi olimpici". Di giorno in giorno diviene sempre più chiaro che "l’attuale ondata di repressione si produce proprio a causa e non malgrado le Olimpiadi", denuncia Amnesty.

L'obiettivo della Cina è quello di dare di sé, in vista dei Giochi, un'immagine stabile e armoniosa. Coloro che criticano sono subito zittiti, nella migliore delle ipotesi. La censura è il metodo preferito dal regime. Quando qualcosa sfugge ai rigidi controlli arriva immediatamente la smentita. Ce n'è sempre una pronta per l'occasione. Stanno mettendo in atto - denuncia Amnesty - un'operazione di "pulizia" preventiva dei Giochi.

Pechino: "Pregiudizi contro di noi" La Cina replica a muso duro ad Amnesty accusando l’organizzazione umanitaria di "nutrire pregiudizi nei confronti della Cina". Jiang Yu, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, sostiene che il rapporto non ha alcuna credibilità. "Nessuno in Cina - catechizza Yu - può arrogarsi il privilegio né il diritto di essere al di sopra della legge". Un discorso che non fa una piega. Del resto in Cina non esiste "diritto" che non sia concesso dallo Stato. Chi non è soddisfatto e volesse saperne di più in materia di diritti umani può sempre leggersi qualcosa su internet... anzi, non può fare nemmeno questo. La censura, infatti, blocca i siti "scomodi".

La fiaccola arriva in Turchia La torcia olimpica per i Giochi arriverà domani a Istanbul. Imponente il servizio d'ordine organizzato dalla Turchia per evitare che la corsa dei tedofori possa essere disturbata dalle proteste per la repressione in Tibet. "Ogni interferenza tra sport e politica non è corretta - ha detto il coordinatore dell’evento turco Yalcin Aksoy -. Lo sport è fatto di amicizia, amore e rispetto". La Cina ringrazia. Ma gli attivisti per i diritti umani sono pronti all'azione.

Parigi prepara un'accoglienza polemica Quando la torcia olimpica approderà nella capitale francese un gigantesco striscione verrà esposto davanti al palazzo del municipio, a difesa dei diritti umani: lo ha annunciato il sindaco della "Ville Lumiere", Bertrand Delanoe. "Ci sarà uno striscione con sopra scritto Parigi difende i diritti dell’uomo ovunque nel mondo" ha avvertito il sindaco nel corso di una conferenza stampa.

Nuovo appello del Dalai Lama Il leader spirituale tibetano ha di nuovo chiesto l’invio nel Tibet di una "commissione internazionale indipendente d’inchiesta" su quanto avvenuto nel Tibet, esortando "organizzazioni non governative (Ong), governi, parlamenti e tutti coloro che hanno aiutato la causa tibetana" a chiedere una "cessazione immediata" della repressione e la "liberazione di tutti coloro che sono stati arrestati o fermati" dalle forze di sicurezza cinesi.