La Cina censura l'ultima pellicola di Ang Lee

La bella Tang Wei, classe 1979, la
protagonista del film <em>Lussuria</em> di Ang Lee è stata bandita di
colpo dalla tv cinese. Sembra che l'ordine sia partito dall'organismo
addetto alla censura su radio, tv e cinema

Pechino - La bella Tang Wei, classe 1979, la protagonista del film Lussuria di Ang Lee è stata bandita di colpo dalla tv cinese sembra per ordine del Sarft (organismo addetto alla censura su radio, tv e cinema). Una censura sicuramente legata all’alto contenuto erotico del film vincitore del Leone d’oro a Venezia, che, come segnala oggi il giornale Beijing Morning Post, ha fatto sì che uno spot pubblicitario con protagonista la giovane attrice sia scomparso improvvisamente ieri dalle principali reti tv cinesi.

Che Lussuria sarebbe stato motivo di scandalo in Cina era già una cosa nota visto che le autorità cinesi avevano già deciso di mostrarlo al pubblico solo dopo opportuni tagli in modo da poter essere visto anche dai bambini (tagli pesanti, si parla di 30 minuti sui 156 del film). Ma sui ritardi dell’uscita del film in Cina e comunque sull’ostruzionismo verso Lussuria potrebbe pesare non poco anche il valore politico del film. Ovvero il periodo storico in cui è ambientato, quello del collaborazionismo da parte di alcuni cinesi durante l’occupazione giapponese negli anni Quaranta. Un fatto storico ignorato dalla storiografia cinese.

L’attrice, nata a Zhejiang, provincia orientale e costiera della Repubblica Popolare Cinese e che ha iniziato la sua come modella, nel film è la protagonista di una bella quanto torbida storia d’amore. Lei interpreta Wang Hui Ling, una ragazza che nella Shanghai del 1942, è destinata a uccidere un aguzzino e collaborazionista, ma che poi alla fine, presa da una sorta di Sindrome di Stoccolma, sceglie di sacrificarsi e salvarlo. Il tutto condito da scene di sesso esplicito. L’obiettivo di Tang Wei, come di quello dei suoi impacciati amici studenti che aderiscono alla resistenza, è infatti quello di colpire il collaborazionista Mr. Yee (l’icona del cinema asiatico Tony Leung) vicino al governo giapponese. La ragazza entra così nella vita dell’uomo creandosi una finta identità, ma solo dopo molto tempo riesce a scalfire la diffidenza e la chiusura al mondo dell’uomo impaurito dal suo stesso ruolo di massacratore dei suoi connazionali. E mentre la ragazza collabora ancora con la resistenza anti-giapponese convinta di voler davvero morto il suo amante con il quale condivide una smodata passione, non riesce proprio a capire come le cose dentro di lei stiano cambiando. Il film è tratto da un racconto della scrittrice cinese Eileen Chang (da noi conosciuta come Zhang Ailing) ha avuto per le sue scene erotiche il divieto negli Usa ai 17 anni, mentre in Italia quello ai 14 anni.