Cina, confermata la pena per il dissidente Xiaobao Usa: "Liberatelo subito"

Il tribunale supremo di
Pechino ha confermato in appello la sentenza a undici anni di
prigione per lo scrittore e dissidente cinese. L’accusa è di "sovversione anti-statale"

Pechino - Il tribunale supremo di Pechino ha confermato in appello la sentenza a undici anni di prigione per lo scrittore e dissidente cinese, Liu Xiaobao. La sentenza ha suscitato l’immediata condanna di Usa e Unione Europea che hanno chiesto la sua immediata liberazione.

Confermata la condanna Molto noto in Occidente e proposto anche per il Nobel per la Pace, Liu Xiaobao era stato condannato il 25 dicembre scorso con l’accusa di "sovversione anti-statale". Il docente universitario, che è tra i più famosi dissidenti del mondo, ha pagato così il fatto di essere tra i promotori di Carta 08, il manifesto politico con il quale oltre 300 artisti e intellettuali, e più di 8mila simpatizzanti hanno chiesto a Pechino di applicare riforme previste dalla Costituzione (come il suffragio universale, la libertà di stampa, la fine del sistema del partito unico).

La reazione di Usa e Ue Immediata la reazione di Stati Uniti e Unione Europea che hanno chiesto la liberazione del dissidente. L’ambasciatore Usa, Jon Huntsman, ha detto che Washington è "deluso" per la sentenza e ha puntato l’indice contro la "persecuzione" di cittadini solo per le loro idee politiche. Simon Sharpe, uno dei rappresentanti della delegazione dell’Ue in Cina, ha detto ai reporter presenti nell’aula di tribunale che Pechino deve "liberare senza condizioni" lo scrittore.