La Cina e il tabù dell’omosessualità

Compagno gay? Sì, ma di nascosto. Praticata anche se non ammessa, l’omosessualità in Cina era classificata nel registro delle malattie mentali fino al 2001. Ancora oggi rimane un tabù ed è vista come un disturbo psicologico. La società cinese ha posto da millenni il suo centro nella famiglia e considera il matrimonio un obbligo sociale. Ma fra la minoranza di cinesi che beneficia del nuovo benessere, il collegamento con il resto del mondo via internet è ormai la regola. Gli omosessuali sarebbero tra i 30 e i 40 milioni, uomini in maggioranza («Cinesi e Cina» di Catherine Bouzart, ed. Touring Club Italiano). Di fatto l’omosessualità è sempre esistita: dei 25 imperatori della dinastia Han, dieci erano gay.