Cina: forse oltre 50mila morti cinque milioni gli sfollati

Bilancio sempre più drammatico. Ancora 14mila persone sottto le macerie, 159mila i feriti. Paura per la tenuta delle dighe. Il presidente Hu Jintao visita la zona dell'epicentro<br />

Pechino - È salito a oltre 22mila il numero dei morti accertati ufficialmente per il terremoto in Cina (ma si parla di almeno 50mila vittime) che il presidente cinese Wen Jiabao ha definito il più «distruttivo» che abbia colpito il gigante asiatico dal 1949. Un’ammissione della portata della catastrofe, visto che nel 1976 il terremoto che colpì la città settentrionale di Tangshan fece 270mila morti. Del resto è eloquente il numero degli senzatetto, che è stato stimato in 4 milioni e 800 mila.

Il presidente Hu Jintao ha visitato la zona dell’epicentro e ha definito «arduo» e «pressante» il compito dei soccorritori. Hu, che ha atteso qualche giorno per la visita per non intralciare l’opera dei soccorritori, ha visitato Mianyang, una delle città rase praticamente al suolo dal sisma, e ha lodato il modo «energico, efficace e ordinato» in cui si svolgono le operazioni di ricerca condotte da 130mila tra soldati e poliziotti con l’ausilio di un centinaio di elicotteri.

Il bilancio aggiornato parla di 14.000 persone ancora sotto le macerie e di 159.000 feriti, di cui almeno 12mila gravi nel solo Sichuan. La previsione delle autorità è che alla fine il numero dei morti potrebbe superare i 50mila. Intanto si continua a scavare nella speranza, ormai molto remota, di trovare ancora qualcuno in vita. Nella giornata di venerdì, a ben quattro giorni dal sisma, sono stati estratti ben 17 superstiti, l’ultimo uno studente sopravvissuto per 80 ore sotto le macerie. Da lunedì scorso il premier Wen Jabao dirige personalmente i soccorsi sul posto e sorvola in elicottero le aree più devastate. Le piogge torrenziali che cadono nel Sichuan minacciano la tenuta delle dighe e il ministero per le Risorse naturali ha ordinato alle autorità del sud-ovest della Cina di mettere a punto piani per un eventuale sgombero d’emergenza delle città a rischio.

Dopo il sisma il governo ha elencato 400 «situazioni pericolose» nei bacini idrici della regione e l’ente nazionale per la pianificazione economica ha stanziato 5,3 milioni di euro di fondi di emergenza per quantificare e riparare i danni alle dighe. La preoccupazione maggiore riguarda la diga di Zipingpu, che minaccia una città di mezzo milione di abitanti, Dijiangyan. Ma intanto c’è anche da sfamare e dissetare 4,8 milioni di senzatetto. Per questo ci sono auto con altoparlanti che girano per le città e le campagne invitando chiunque possa a farsi ospitare da parenti o amici in altre province. Una forte scossa d’assestamento, pari al quinto grado della scala aperta Richter, è stata registrata nella contea del Lixian, a 50 chilometri dall’epicentro del terremoto di lunedì scorso. La nuova scossa ha provocato una frana che ha seppellito alcuni veicoli.