Cina in ginocchio: decine di migliaia sotto le macerie

Si aggrava il bilancio del terremoto : quasi 12mila le vittime (<strong><a href="/media.pic1?ID=520">le immagini dell'orrore</a></strong>). Sono oltre 18mila le persone sepolte vive nel Mianyang, 10mila nel Mianzhu

Pechino - Si fa sempre più grave il bilncio del terremoto di 7,8 gradi Richter che ha devastato una vasta regione della Cina sud occidentale, causando circa 12mila morti, secondo un bilancio provvisorio del governo. Le vittime sono destinate però ad aumentare man mano che i soccorritori si avvicinano all'epicentro del sisma, la provincia del Sichuan, una zona montagnosa al confine con il Tibet, che è rimasta a lungo isolata.

Almeno 40mila dispersi In mattinata gli organi di informazione del Paese hanno detto che il bilancio delle vittime è destinato a salire. L’agenzia di stampa cinese Xinhua ha dato notizia di 10mila persone rimaste intrappolate nella zona di Mianzhu, nella provincia del Sichuan. Le fonti di stampa cinesi hanno, poi, aggiunto che soltanto nell’omonimo capoluogo i morti accertati ammontano a 2mila, e che sotto alle macerie restano sepolte circa 4.800 persone. I feriti sono circa 10mila. In tre località limitrofe sono 20mila coloro che mancano all’appelo. Mianzhu, città dalla popolazione complessiva di mezzo milione di abitanti, si trova appena 35 chilometri a est rispetto al sito ove è stato localizzato l’epicentro. La stessa agenzia aveva riferito che le onde telluriche hanno devastato una fabbrica di turbine a vapore nel sobborgo di Hanwang, mentre erano impegnati al lavoro circa 6mila operai. Sono invece 18,645 le persone rimaste intrappolate sotto le macerie nella città di Mianyang, vicino alla contea di Wenchuan: qui il bilancio è di 3,629 vittime accertate.

La terra trema ancora Una forte scossa di assestamento é stata avvertita oggi a Chengdu, capoluogo della regione del Sichuan, quella maggiormente colpita dal sisma di ieri.

Raggiunta la zona dell'epicentro Circa 1.300 soldati dell'esercito cinese hanno raggiunto la località di Wenchuan, epicentro del terremoto. Wenchuan era rimasta completamente isolata, dice l'agenzia Nuova Cina e le truppe "hanno iniziato le operazioni di soccorso sotto una fitta pioggia".

Mille morti nel crollo di una scuola Nel Sichuan, almeno mille tra studenti e professori sono morti in un solo episodio, il crollo di una scuola nella contea di Beichuan. Circa 50mila uomini dell'esercito di liberazione popolare, affiancati da agenti della polizia armata del popolo e da volontari, sono impegnati nei soccorsi. Gli elicotteri dell'esercito non hanno ancora potuto raggiungere alcune delle localita' isolate a causa del cattivo tempo e della scarsa visibilità che, secondo le previsioni, continueranno nelle prossime ore. Le strade, in immagini diffuse dalla televisione di Stato, la Cctv, appaiono completamente distrutte e ostruite da enormi massi franati dalla montagna. Le comunicazioni sono difficili. Raggiunto con un telefono satellitare, un alto funzionario di Wenchuan ha detto che c' è bisogno urgente di "tende, cibo e medicine". Il premier Wen Jiabao, che da ieri dirige le operazioni di soccorso da Chengdu, nel Sichuan, ha affermato che Wenchuan - che si trova a oltre 3mila metri di altezza - deve essere raggiunta "al più presto possibile". "Non si può perdere un minuto - ha aggiunto - un minuto può voler dire la vita di un bambino". Tra le vittime non risultano stranieri, ma 15 turisti britannici sono dispersi nei pressi della riserva naturale di Wolong, dove sono ospitati alcune decine di panda.

Gli italiani stanno bene "Ho personalmente visto, ieri sera, tutti gli italiani", circa 35, presenti a Chongqing e "fortunatamente stanno tutti molto bene". Così l'ambasciatore Riccardo Sessa, questa mattina a Sky Tg 24. L'ambasciatore ha precisato che "la situazione è abbastanza tranquilla" nell'area della regione dove si è verificato il sisma dove risiedono abitualmente i circa 35 italiani. I connazionali si trovano in maggioranza nel capoluogo Chengdu, che si trova accanto a Chongqing.

Pechino: sì agli aiuti internazionali ma no agli esperti La Cina "ringrazia" per gli aiuti offerti dalla comunità internazionale, che "sono i benvenuti". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli esteri cinese Qin Gang concetto ribadito dal capo dei soccorsi del ministero Affari Civili, Wang Zhenyao. Ma a proposito di un eventuale arrivo di squadre di soccorso dall’estero, Wang ha detto che le condizioni non sono ancora favorevoli soprattutto a causa dei problemi di comunicazione con le aree più colpite. "È impossibile anche per le nostre squadre di soccorso raggiungere le zone interessate dal disastro" ha detto Wang. "Le condizioni non sono quindi mature per autorizzare (ad entrare) delle squadre straniere" ha aggiunto. Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e molti altri paesi hanno offerto la loro assistenza alla Cina dove le squadre di soccorso sono impegnate in una corsa contro il tempo per trovare sopravvissuti e salvare i feriti.

Berlusconi: via libera ai soccorsi italiani Il premier Berlusconi, che sta seguendo personalmente le notizie che arrivano dalla Cina, ha dato il via libera all'invio di materiale e di una missione di esperti per collaborare con le autorità locali dopo il violento terremoto che ha devastato ieri la regione del Sichuan. Il presidente del Consiglio si è sentito nella notte con il capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, e ha disposto l'invio del materiale, già predisposto dal dipartimento, di concerto con il ministero degli Esteri, non appena ci sarà l'ok della Cina: si tratta di un ospedale da campo, di materiale di primo soccorso e di tende per l'alloggiamento degli sfollati. Assieme al materiale, che sarà trasportato con alcuni aerei cargo, dall'Italia partirà anche un team di esperti della Protezione civile per valutare assieme alle autorità cinesi l'entità dei danni, nonché le priorità nell'intervento di soccorso e di assistenza alla popolazione. A tenere i contatti con le autorità cinesi è l'ambasciatore italiano Riccardo Sessa.

Napolitano: "Vicini al popolo cinese" Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Hu Jintao, un messaggio di sentito cordoglio: «La notizia del devastante sisma che ha colpito la Cina, con il suo tragico bilancio di vittime umane e ingenti danni materiali, mi ha profondamente addolorato. L’Italia, unita al suo Paese da tradizionali vincoli di amicizia e collaborazione, si sente particolarmente vicina al popolo cinese».

"La situazione è più grave del previsto" Lo ha detto in nottata il primo ministro Wen Jiabao in un'intervista televisiva dal quartier generale dei soccorsi nella città di Dujiangyan, il più grosso centro abitato dell'area, cento chilometri dall'epicentro. "I soccorsi sono la priorità assoluta del governo", ha incalzato il presidente Hu Jintao, che ha decretato la mobilitazione generale. In una sola contea, quella di Beichuan con oltre 150.000 abitanti, ci sono stati 10.000 feriti e l'80% degli edifici è distrutto, secondo l'agenzia ufficiale Nuova Cina. E' il più grave sisma da 32 anni, dopo quello del 1976 che fece ufficialmente oltre 240mila morti nella città di Tangshan, nella regione dell'Hebei (Nord ovest). Vittime ci sono state sicuramente nelle regioni dello Shaanxi, Gansu e a Chongqing, che con i suoi 30 milioni di abitanti è uno degli agglomerati urbani più grandi del mondo. Notizie di scuole, ospedali, fabbriche che sono crollati seppellendo migliaia di persone sotto le macerie - il sisma ha colpito in pieno orario di lavoro e di lezioni - sono arrivate da varie parti della Cina. La furia della natura si è scatenata poco prima delle 14,30 locali (le 8,30 italiane) con epicentro nella località di Wenchuan, circa 100 chilometri a nord del capoluogo Chengdu, a una profondità di diversi chilometri.