Cina, incubo terrorismo sui Giochi

Sedici agenti morti e altri
16 feriti nell’attacco contro una stazione di
polizia nella regione cinese dello Xinjiang. L’esplosione è avvenuta nei pressi
dell’Ospedale per le Minoranze di Kashgar. Su
tutte le strade sono stati allestiti posti di blocco. Scontri anche nelle vicinanze di piazza Tiananmen

Pechino - Cresce la paura in Cina. Prima sembrava si trattasse solo di allarmi lanciati dalle autorità per tenere alta la guardia. Ora, a pochissimi giorni dall'inizio dei Giochi, si scopre che l'incubo è reale. In un feroce attacco condotto a soli quattro giorni dall’apertura delle Olimpiadi e poche ore dopo l’appello del Papa a fare dei Giochi esempio di convivenza pacifica, sedici poliziotti sono rimasti uccisi e altrettanti feriti oggi a Kashgar, nel nordovest del Paese. La polizia ha attribuito l’attentato al Movimento Islamico del Turkestan Orientale (Etim), un gruppo terrorista legato ai Taleban afghani e ai loro alleati di Al Qaeda che è stato molto attivo in Cina negli anni novanta.

La dinamica dell'attentato Secondo l’ unica ricostruzione disponibile, quella della polizia cinese, intorno alle otto locali di mattina due terroristi si sono lanciati con un grosso camion contro un gruppo di poliziotti che stavano facendo jogging in una zona centrale di Kashgar. I due terroristi sono poi scesi dal camion lanciando granate contro gli agenti e attaccandoli con armi da taglio, prima di essere sopraffatti e arrestati. Nell’attacco quattordici poliziotti sono stati uccisi, mentre due sono morti mentre venivano portati in ospedale. Uno degli attentatori è stato ferito ad una gamba secondo l’agenzia ufficiale Nuova Cina, che fino a questo momento è l’ unica fonte a riferire sull’accaduto. L’attacco è avvenuto nei pressi di una caserma della polizia di frontiera e nei non lontano dell’ albergo Yiquan. La polizia della Regione Autonoma del Xinjiang, nella quale si trova Kashgar, ha sostenuto di aver raccolto informazioni secondo le quali l’Etim stava preparando degli attentati per la prima settimana di agosto, subito prima dell’ inizio dei Giochi, venerdì prossimo.

Rischio nuovi attentati Il professor Li Wei dell’Istituto per le Relazioni Internazionali Contemporanee, uno dei massimi esperti di terrorismo della Cina, ha affermato in un’ intervista di temere che attentati possano verificarsi in altre città nel periodo olimpico. Li ha precisato di temere in particolare un "effetto imitazione". "In molte zone della Cina - ha sottolineato - esistono delle tensioni sociali, delle insoddisfazioni e qualcuno potrebbe essere tentato di imitare l’attentato di Kashgar". Il professore ha ricordato al proposito il recente caso di Kunming, la città del sud nella quale due bombe su altrettanti autobus hanno provocato la morte di due persone il 21 luglio che, a suo giudizio, sarebbero da attribuire ad una protesta con motivazioni locali.

Voci smentite Sulla dinamica dei fatti si sono diffuse voci incontrollabili, che parlano di un attentato suicida e di un numero di vittime molto più alto di quello citato da Nuova Cina. L’agenzia governativa precisa nei suoi dispacci che tra le vittime non ci sono civili. Un portavoce del Congresso Mondiale degli Uighuri, al telefono da Monaco di Baviera, ha affermato di non avere informazioni sufficienti per esprimere una valutazione. "Stiamo facendo le nostre indagini e appena avremo qualche notizia credibile la renderemo pubblica" ha detto il portavoce, che ha chiesto di non essere nominato. Nei mesi passati le forze di sicurezza cinesi hanno più volte lanciato l’allarme sulla pericolosità degli uighuri ed in particolare dell’ Etim. L’ultimo episodio, la cui dinamica è tutt’ altro che chiara, si è verificato all’ inizio di marzo, quando una ragazza uighura avrebbe tentato di dirottare un aereo in volo da Urumqi a Pechino con mezzi rudimentali.

Protesta in piazza Interpellata dall’Ansa una portavoce del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), ha affermato di non poter fornire un commento sull’ attentato. "Per quanto riguarda i GIochi - ha aggiunto - abbiamo fiducia nel fatto che le autorità cinesi stanno facendo tutto ciò che è umanamente possibile per assicurare la sicurezza". Ad aggravare le preoccupazioni degli organizzatori delle Olimpiadi, oggi si è verificata a Pechino la protesta di un gruppo di sfrattati. Un gruppo di persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case nell’ antico quartiere di Qianmen per far posto ad un nuovo centro commerciale ha convocato alcuni giornalisti occidentali per esprimere la propria insoddisfazione. "La felicità delle Olimpiadi è stata costruita sul nostro dolore", hanno detto prima di essere bloccati dalla polizia. La protesta è avvenuta a pochi passi da Tiananmen, la piazza-simbolo nella quale nel 1989 centinaia di studenti fuorno uccisi dall’ esercito intervenuto per mettere fine alle manifestazioni a favore della democrazia.