«La Cina intervenga sulla sua valuta»

Ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali dei sette Paesi più industrializzati hanno sollecitato la Cina a permettere l’apprezzamento della propria valuta per riassorbire gli squilibri commerciali presenti a livello mondiale. «Per consentire il verificarsi degli aggiustamenti necessari, è desiderabile una maggiore flessibilità valutaria nelle economie emergenti che presentano significativi surplus delle partite correnti, specialmente la Cina», si legge nel comunicato emesso al termine del G7. La replica di Pechino non si è fatta attendere: «Abbiamo tutti i diritti di scegliere la politica di cambi più adatta alla nostra struttura economica», ha avvertito il presidente della Banca centrale, Zhou Xiaochuan, secondo cui il Paese si è già mosso «aumentando la domanda domestica, aprendo i propri mercati e innalzando il livello del tasso di cambio».