Cina, lago a rischio: prove di evacuazione

L’enorme lago formatosi dopo il sisma lungo il fiume
Jianhe, nel Sichuan, è a rischio esondazione. Si studia l'ipotesi diuna maxi-evacuazione. I soldati lavorano notte e giorno per creare un canale che consenta di svuotare il bacino. Intanto si aggrava il bilancio dei morti per il terremoto

Pechino - È stata annunciata e poi smentita da fonti ufficiali cinesi l’evacuazione di 1,3 milioni di persone minacciate dallo straripamento di un lago nel Sichuan, la regione della Cina occidentale colpita da un violento terremoto il 12 maggio. La notizia dell’evacuazione è stata data dall’agenzia Nuova Cina, secondo la quale l’ordine di evacuazione è stato dato da Tan Li, segretario del Partito Comunista della vicina città di Mianyang. Zhou Hua, un alto dirigente locale impegnato nel coordinamento dei lavori per la tracimazione controllata del lago ha però smentito parlando ad un’agenzia internazionale. Zhou ha affermato che domani avrà luogo "un’esercitazione" per una eventuale evacuazione di massa nei prossimi giorni. Il lago è stato formato nella località di Tangjiashan dalle frane cadute durante il terremoto.

Il lago contiene oltre 150 milioni di metri cubi d’acqua e si estende appena 3,2 chilometri a monte della località di Tangjiashan, una delle zone maggiormente colpite dal cataclisma del 12 maggio scorso.

Soldati a lavoro Da giorni, 2.000 tra soldati e ingegneri stanno lavorando per creare un canale che consenta di svuotare gradualmente il bacino; ma se l’operazione non riuscisse, soccorsi e opere di ricopstruzioni potrebbero essere cancellati in un lampo. Secondo l’ultimo bilancio aggiornato, il sisma che il 12 maggio ha colpito la Cina sud-occidentale ha fatto 68.858 morti e 18. 618 dispersi.