La Cina lascia le barricate a riso e cotone

da Ginevra

Riso, zucchero e cotone, provenienti da altri Paesi, non potranno entrare in Cina. Al settimo giorno del ciclo di negoziati della Wto, iniziato a Doha nel 2001, Pechino fa la voce grossa: non intende ridurre i suoi dazi su questi prodotti, scatenando le rabbiose reazioni di molti Paesi in via di sviluppo, come la Thailandia, grande produttore di riso, e i Paesi africani che producono cotone. La posizione cinese risulta problematica anche per Brasile (zucchero) e India (cotone). «La Cina è il principale problema - ha detto un diplomatico - non rispetta mai i suoi numerosi impegni». La cronaca della giornata ginevrina registra un accordo tra Ue e America latina, i cui negoziatori hanno sancito la fine della guerra delle banane che si combatte da oltre 30 anni. Gli ultimi dettagli dell’accordo sono in via di definizione. Sarà comunque un accordo storico, dicono i negoziatori. L’intesa, tuttavia, è contestata dai Paesi africani, dei Caraibi e del Pacifico (Acp), che temono di perdere competitività. La risoluzione prevede una riduzione a 114 euro a tonnellata (dagli attuali 176), del dazio percepito da Bruxelles sulle banane provenienti dall’America latina. Le nuove tariffe entreranno in vigore nel 2016.