Cina, migliaia in fuga Panico per un lago che può tracimare

A Beichuan, una delle zone più colpite dal terremoto, i
militari aiutano le persone più anziane a lasciare la città, mentre le strade sono intasate
di autovetture e di gente in fuga. Le acque del lago Haizi potrebbero rompere gli argini

Pechino - Panico nella città di Beichuan, vicino all’epicentro del sisma di lunedì scorso, per il timore di inondazioni, causate dalle frane che hanno bloccato il corso di un fiume. Intanto si aggrava il bilancio delle vittime del sisma, con quasi 29.000 morti accertati dalle autorità di Pechino, mentre i soccorritori hanno estratto vivi dalle macerie due uomini. Non si ferma la macchina della solidarietà internazionale, con nuovi aiuti in arrivo nella provincia centrale del Sichuan.

Lago sta per straripare A Beichuan, una delle zone più colpite dalla scossa di magnitudo 7,9 della scala Richter, i militari stanno aiutando le persone più anziane a lasciare la città, mentre la strada è intasata di autovetture e di gente a piedi. Secondo quanto riferito da un poliziotto, i soccorritori temono che le acque superino gli argini dei fiumi, inondando il centro abitato: "Il corso del fiume è stato bloccato da una frana, ora potrebbe scoppiare. Questo è quello che ci preoccupa". Sono migliaia le persone in fuga. "Sono terrorizzato - ha detto un uomo, Liang Xiao - ho sentito che l’acqua si abbatterà sulla città. Se questo dovesse succedere, ci ritroveremmo con l’acqua a 10 metri sopra la nostra testa". L’agenzia di stampa Xinhua ha riferito che le acque del lago Haizi, sempre nella provincia di Sichuan, "potrebbero rompere gli argini in qualsiasi momento" e inondare le zone circostanti, senza però precisarne le cause. Le autorità hanno già fatto evacuare gli abitanti dell’area, ma rimangono in pericolo 46 persone rimaste ferite in modo grave dal sisma.

Un funzionario locale ha precisato che il livello delle acque del lago, situato tra due montagne, non sta aumentando in modo rapido e un esperto del centro di soccorso di Mianyang ha riferito di valutazioni in corso su come rilasciare le acque in eccesso. Intanto, il portavoce del governo di Pechino ha aggiornato il bilancio delle vittime del sisma, riferendo di 28.881 decessi accertati finora.

Bilancio dei morti Il governo ha già fatto sapere che il bilancio conclusivo potrebbe superare i 50.000 morti. A quattro giorni dal sisma, i soccorritori hanno tratto in salvo un uomo di 52 anni, nella città di Beichuan, e un turista tedesco, nella zona di Wenchuan. Durante la sua visita nella zona colpita dal sisma, ieri il presidente cinese Hu Jintao ha sottolineato come le operazioni di soccorso siano ormai entrate nella "fase cruciale", invitando tutti a "fare ogni sforzo, correre contro il tempo e superare ogni tutte le difficoltà".

Soccorsi da tutto il mondo Ai soccorritori cinesi si sono aggiunte le squadre inviate da Corea del Sud, Singapore, Russia e Giappone. Oggi, dalla Base di Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite, gestita a Brindisi dal Programma Alimentare Mondiale (Pam), partirà un volo umanitario organizzato dal ministero degli Esteri italiano e diretto all’aeroporto di Chengdu. L’intervento, del valore di 330mila euro, permetterà di inviare 31 tonnellate di materiali destinati alla popolazione civile del Sichuan. Un aereo cargo Usa ha lasciato oggi le Hawaii diretto in Cina con tende, lanterne e 15.000 pasti. Un altro volo umanitario partirà dall’Alaska. L’Onu ha poi annunciato finanziamento da 7 milioni per le agenzie impegnate nei soccorsi. Pechino non ha ancora fornito il numero delle persone rimaste senza casa, ma il ministro per l’Abitazione, Jiang Weixin, ha fatto sapere che sono oltre 4 milioni gli appartamenti e le case danneggiati o distrutti dal sisma.