Cina, moglie di Liu Xiaobo ora è agli arresti domiciliari

Liu Xia, moglie del dissidente cinese Nobel per la pace, ha incontrato il marito in carcere e gli ha comunicato la notizia del premio. Poi è finita agli arresti domiciliari: non può usare il telefono né comunicare. Riesce a farlo, per ora, solo con Twitter

Pechino - Non può uscire da casa, è agli arresti domiciliari. La sua colpa: essere la moglie del premio Nobel per la pace, il dissidente cinese Liu Xiaobo. Lei, Liu Xia, ha confermato su Twitter di essere ai arresti domiciliari nella sua casa di Pechino e di non poter usare il telefono. "Amici miei - ha scritto - sono tornata a casa. L'8 ottobre sono stata messa agli arresti domiciliari. Non so quando potrò vedere qualcuno. Il mio cellulare è fuori uso e non posso effettuare né ricevere chiamate". La donna ha confermato anche di aver fatto visita in carcere al marito: "Ho visto Xiaobo e gli ho detto che ha vinto il premio. Vi dirò altro più tardi. Per favore, aiutatemi tutti voi a comunicare tramite Twitter. Grazie". 

Guardata a vista La donna non ha contatti col mondo esterno ed è guardata a vista dalla polizia politica cinese. Poliziotti in borghese e guardie private controllano tutte le persone che entrano ed escono dal centro residenziale nel quale abita la Liu. Sul cancello è stato sistemato un cartello che avverte che "nessuno dei residenti di questo centro accetta interviste". Fuori ci sono decine di giornalisti stranieri, in gran parte di Hong Kong e di Taiwan, dove la notizia del premio al dissidente ha avuto una forte risonanza.

Prosegue la censura In Cina i mezzi d'informazione continuano a tacere la notizia, mentre su internet non è possibile effettuare ricerche usando le parole "Nobel" e "Liu Xiaobo". Liu, 55 anni, è stato condannato a 11 anni di prigione per aver partecipato alla stesura di "Carta 08", un documento favorevole alla democrazia sottoscritto da migliaia di cittadini cinesi.

Cancellato incontro con la Norvegia Intanto come prima ritorsione Pechino ha cancellato un incontro con la Norvegia sulla pesca in programma mercoledì prossimo. Lo riferisce l’emittente tv norvegese NRK. "Mercoledì, (il ministro norvegese per la Pesca) Lisbeth Berg-Hansen avrebbe dovuto incontrare il viceministro cinese per la Pesca a Pechino. Ma i cinesi hanno annullato questo incontro, prima misura della reazione ufficiale contro la Norvegia dopo l’attribuzione del premio Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo", ha affermato la tv, citando fonti della delegazione norvegese. Poche ore dopo l’assegnazione del premio a Liu, Pechino aveva ammonito sul rischio che il riconoscimento potesse danneggiare le relazioni tra Cina e Norvegia e aveva convocato l’ambasciatore norvegese. L'annullamento dell'incontro è il primo "segnale forte".